Serbia

Alessandro PasutSerbia


Sergey Kupryanov, rappresentante della “Gazprom”, ha ufficializzato i preparativi per la costruzione della nuova linea del progetto “Turkish Stream”, che porterà in Europa il gas russo passando per la Turchia, la Bulgaria e l’Ungheria. In realtà pare che i lavori siano già iniziati con la posa di 25 km di tubazioni.
Contemporaneamente i vertici della Gazprom stanno stringendo accordi con i Paesi Balcanici, in particolare Serbia, Bulgaria e Ungheria, cercando di definire chi gestirà la costruzione ed il finanziamento del gasdotto e chi gestirà il transito del gas, dato che le leggi della UE vietano che sia una sola figura a gestire entrambi gli aspetti.
Dal canto suo, Eliza Putnikovic, rappresentante del settore energetico per la Serbia, ha espresso chiaramente che la soluzione ideale sarebbe che la Gazprom finanziasse la costruzione e che la Serbia restituisse il finanziamento attraverso gli utili ricavati dal transito del gas nel suo territorio.
(Fonte: S.N.)

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Kazakistan

Kazakistan


Lo scorso 10 giugno si è inaugurata ad Astana, capitale del Kazakistan, l’Expo Internazionale 2017, esposizione focalizzata sul tema delle energie rinnovabili, in particolare sui riflessi ambientali che la produzione di energia ha, sulle soluzioni alternative finora sviluppate, sulla mancanza di acceso all’energia  tuttora presente in alcune zone della Terra. Partecipano un centinaio di Paesi, varie organizzazioni internazionali e gli sponsor sono del calibro di Samsung, Cisco, Shell, Enel, Eni.
Si prevede che l’Expo verrà visitata da vari milioni di persone che daranno grande impulso al settore turistico; ci sono i rappresentanti di molte testate giornalistiche internazionali e il risvolto mediatico sarà di grande impatto e questa di certo è per il Kazakistan una grande occasione per farsi conoscere al mondo intero e continuare il progetto di inserimento nella politica internazionale, iniziato già da un decennio, e che ad oggi ha permesso al Paese di accedere all’ ONU, OSCE e WTO.
Il Kazakistan si è posto l’obiettivo di entrare a far parte, quanto prima, dei Paesi maggiormente sviluppati lasciandosi alle spalle l’attuale situazione che lo vede economicamente e politicamente in posizione di subalternità. Cercherà di giungere ad accordi con più Paesi, sia europei che asiatici, presentandosi in veste di mediatore e questa Expo, che durerà fino a settembre, è sotto ogni punto di vista un ottimo punto di partenza.
(Fonte: www.ITL.org)

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Serbia

Alessandro PasutSerbia

Nello scorso mese di Maggio si è tenuto l’incontro annuale sulla politica economica, a cui hanno partecipato i rappresentanti degli Stati membri dell’Unione Europea, della Turchia, dei Balcani, della BCE, della CE, e delle banche centrali dei vari Paesi presenti.

L’incontro si è concluso con un report dedicato a ciascun Paese, con l’obiettivo di migliorare la competitività e la stabilità economica degli stessi.
In particolare, per la Serbia, sono state presentate alcune raccomandazioni specifiche, riferite alle auspicabili riforme strutturali e alla creazione di un migliore contesto adatto alla crescita del business, anche alla luce della ricerca di nuovi posti di lavoro:
-ridurre il disavanzo di bilancio nel 2017
-avviare la riforma delle imprese statali
-potenziare la riforma della amministrazione tributaria
-attuare la strategia per la risoluzione dei prestiti non performanti
-promuovere l’uso del dinaro
-privatizzare le due grandi banche statali
-aumentare l’efficienza del settore energetico
-migliorare l’ambiente imprenditoriale anche facilitando l’accesso agli strumenti finanziari
-stimolare lo sviluppo del settore privato anche attraverso l’introduzione dell’apprendimento nell’istruzione.

(Fonte: Ice)

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Tunisia – Investimenti esteri

Alessandro PasutTunisia
Investimenti esteri

Fadhel Abdelkefi, ministro per lo Sviluppo, gli Investimenti e la Cooperazione Internazionale ha da poco presieduto a Tunisi un convegno organizzato dalla Camera di Commercio Tunisino-Francese; di rilievo è stato l’annuncio dell’avvio entro fine anno di un Consiglio formato da Camere di Commercio rappresentative di vari Paesi, con l’obiettivo di diventare punto di riferimento a cui rivolgersi per investimenti in tutti i settori.

Da precisare che oggi la Tunisia sta cercando di incrementare la presenza di investimenti esteri nel settore energie rinnovabili e fossili. Nel recente passato le difficoltà sono state importanti, ma ora gli investimenti stanno decollando. Nel primo trimestre del 2017, gli investimenti esteri in Tunisia sono aumentati del 18% rispetto allo stesso periodo del 2016, mentre gli investimenti nei settori industriali stanno registrando un aumento trimestrale del 60%, pari a 54 milioni.

Nel settore industriale sono presenti la Francia, l’Italia e l’Inghilterra, mentre il Qatar risulta essere il principale investitore nel settore dei servizi. Ancora poco appetibile il settore dell’agricoltura.
(Fonte: Ansamed)

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Tunisia

Alessandro PasutTunisia


La situazione economica attuale della Tunisia, come quella di altri Paesi che si affacciano sulle sponde meridionali del Mediterraneo, presenta varie sfaccettature.

Da un lato si registrano alcuni aspetti negativi: il turismo è in crisi, le banche risentono di scarsità di liquidità, la burocrazia è soffocante, l’inflazione è ad alto livello e sta mettendo le imprese in difficoltà, aumenta la disoccupazione soprattutto tra i laureati.

Ma il Paese non intende rimanere passivo e dall’ultima Conferenza sugli Investimenti esteri sul territorio emerge che netto è stato l’aumento di progetti presentati: solo nel settore industriale si creeranno 57 mila nuovi posti di lavoro, ma anche il settore delle costruzioni, dell’industria agroalimentare, dell’industria chimica e del vetro e ceramica vedono gli investimenti in aumento.

In sofferenza, invece, l’industria delle calzature e dell’abbigliamento.
(Fonte: C.C.I.A.)

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Brasile

Alessandro PasutBrasile


Stando agli ultimi dati ufficiali i disoccupati in Brasile sono saliti a 13 milioni e il Pil è diminuito nel 2016 del 3,6%. Il ricavato dall’esportazione di materie prime agricole, uno dei settori trainanti dell’economia brasiliana, è crollato.

Molti gruppi industriali hanno subito inchieste giudiziarie e questo ha creato un clima sfavorevole per gli investimenti dall’estero.

Anche la situazione politica ha contribuito a questa instabilità generale. Ma nonostante questa situazione difficile il governo brasiliano ha deciso di dare lavoro ad almeno 200mila persone investendo 13 miliardi di dollari nel settore delle infrastrutture: 55 opere suddivise tra autostrade, porti, binari e centrali elettriche.
(Fonte: Il Sole 24 ore)

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Kuwait , infrastrutture petrolifere

Kuwait


I Paesi Opec hanno stabilito di ridurre di 1,2 milioni di barili al giorno la produzione petrolifera del 2017 rispetto a quella del 2016.

Anche gran parte dei Paesi non Opec hanno aderito a tale iniziativa, accettando una riduzione di 560 mila barili al giorno: tra questi il Bahrein, il Brunei, la Guinea Equatoriale.

Nonostante questo periodo di grandi cambiamenti per i produttori ed esportatori di petrolio, la Kuwait Petroleum Corp ha deciso di investire 115 miliardi di dollari nel potenziamento delle infrastrutture petrolifere, in un progetto che si svilupperà nei prossimi cinque anni e che riguarderà anche il settore petrolifero statale.

Il CEO della KPC ha precisato che il 30 per cento dell’importo sarà dedicato ai servizi locali.
( Fonte: Agenzia Nova)

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Ungheria

Alessandro_PasutUngheria


-E’ stata approvata dal Governo ungherese la riduzione degli oneri a carico del datore di lavoro: nel 2017 l’aliquota scenderà dal 27 al 22%; nel 2018 arriverà al 20%.
-L’Istituto di Ricerche Economiche ungherese ha dichiarato una crescita del 2% del PIL nel 2016 e una previsione di crescita nel 2017 del 3%; nel 2017 gli investimenti aumenteranno del 5%, anche grazie all’afflusso dei fondi dell’Unione Europea.
-Nel 2017 è previsto un aumento del 3,5% nel settore industriale.
-Nel 2016 sono aumentate del 15% le immatricolazioni di nuovi autoveicoli e per il 2017 sono previste più di 100 mila vendite di autoveicoli nuovi; nel solo mese di gennaio, nonostante un clima particolarmente rigido, che di solito frena le vendite, sono già stati venduti 1200 autoveicoli commerciali, 300 grandi autoveicoli commerciali e 75 autobus.

(Fonte: IMEsteri.it)

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Bulgaria

Alessandro PasutBulgaria


Si è da poco tenuto il “Decimo incontro annuale delle imprese e del Governo”, durante il quale il Presidente della Repubblica ha fatto una disamina della situazione economica bulgara.
Analizzando i dati definitivi del 2015, l’economia bulgara presenta una crescita del 2,8%, un aumento degli investimenti stranieri che si attesta intorno al 40%, è calata la disoccupazione, è diminuito il debito estero ed anche quello statale, ma il dato più significativo viene dall’export, che registra un aumento del traffico verso Berlino triplicato negli ultimi dieci anni, e lo scambio Bulgaria/Germania raddoppiato, conquistando una cifra pari a 6 miliardi di euro.

E’ inoltre migliorato il rapporto tra la Bulgaria ed i Paesi balcanici, con un aumento del 50% negli ultimi cinque anni.

Questa fase distensiva ha avuto ripercussioni positive anche nel settore del turismo, un esempio fra tutti l’aumento dei visitatori rumeni da 300 mila nel 2010 a 1,5 mln nel 2015.
(Fonte: BulgariaOggi)

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Albania

Albania, nasce associazione laureati in Italia

Cinque professionisti albanesi, laureatisi in Italia presso prestigiosi atenei e ritornati in Albania a lavorare, con il desiderio di avere un ruolo evidente nello sviluppo economico del loro Paese, hanno dato vita alla Associazione Albalaureati.

Dopo pochi giorni dalla costituzione , gli iscritti erano più di 250: tutti giovani professionisti decisi ad usufruire di questa associazione per creare una rete di collaborazione non solo tra gli iscritti, ma anche con i colleghi italiani ed europei, mettendo a disposizione la propria formazione ed esperienza.

Albalaureati intende fare da cassa di risonanza ai vari progetti utili all’Albania per velocizzare la propria integrazione nell’Unione Europea.
L’Ambasciata italiana a Tirana, tramite l’Ambasciatore Alberto Cutillo, ha promosso fin dall’inizio questa Associazione, vista come valore aggiunto per le relazioni bilaterali tra Italia ed Albania ed ha concesso il patrocinio della Rappresentanza diplomatica.

 

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