Croazia

Alessandro PasutCroazia


-La Croazia ha un sistema fiscale strutturato in modo simile a quello degli altri Paesi europei. Ha adottato alcune misure per diminuire le differenze economico-sociali presenti tra alcune regioni del Paese e, a tal fine, ha creato alcune zone franche, esenti da dazi e da restrizioni nelle importazioni ed esportazioni, promuovendo così lo sviluppo economico di territori in precedenza sfavoriti.
-Le persone fisiche versano l’imposta sui redditi, con aliquote che vanno dal 12% al 40%, e l’imposta locale, con aliquota massima del 18%. Per le persone residenti, l’imposta è calcolata sui redditi ovunque prodotti. Per i soggetti non residenti, vengono tassati solo i redditi prodotti in Croazia.
-Le persone giuridiche versano l’imposta sugli utili o sul reddito della società. L’imprenditore individuale può scegliere se versare l’imposta sugli utili o quella sul reddito. Sono in atto alcune agevolazioni fiscali per settori che favoriscono l’occupazione e lo sviluppo in alcune zone depresse del Paese, ad es. attività in ambito contabile e finanziario, di marketing e servizi IT.
-L’imposta sul Valore Aggiunto presenta un’aliquota principale del 25% ed un’aliquota agevolata del 13%. Le cure mediche, l’assistenza sociale, i servizi postali e di trasporto, i servizi assicurativi e bancari sono esenti I.v.a.
-Nel 1999 la Croazia ha sottoscritto con l’Italia il Trattato contro le doppie Imposizioni in materia di imposte sul reddito.
-Nel 2017 la Croazia è stata confermata nella white List degli Stati che promuovono lo scambio reciproco di informazioni fiscali.

(Fonte: F.O.)

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Albania

Alessandro PasutAlbania


Durante lo scorso mese il Ministero delle Finanze ha anticipato alcune proposte di modifica che saranno presenti nella “Manovra 2019”. Da un lato la manovra prevede alcuni sgravi fiscali, dall’altro un inasprimento della normativa verso coloro che evadono il fisco, il tutto permesso da un’economia che si è rivelata in netta crescita.

-Imposta sui dividendi
Uno degli obiettivi che si è posto il Governo è quello di rendere il Paese attrattivo per gli investitori stranieri, quindi l’attuale aliquota passerà dal 15% all’8%. Circa le società non residenti che operano sul territorio e che trasferiscono il guadagno all’estero, saranno presenti varie disposizioni atte a contrastare l’evasione.
-Imposta sul reddito
L’imposta al 23% sui salari riguarderà gli importi superiori ai 150000 lek: ne beneficeranno circa 15000 dipendenti della pubblica amministrazione.
-Royalties
Le esportazioni di cromo saranno interessate da un aumento delle royalties di tre punti percentuali. Ciò verrà attuato per contrastare le esportazioni e supportare le industrie locali di trasformazione.

-Iva
Verrà ridotta nei settori riguardanti l’energia alternativa, ad es. per gli autobus elettrici. Uguale decisione è attesa dalle industrie locali di produzione di alimenti, anche per poter risultare competitive verso le importazioni dello stesso settore.

-Evasione
Tra le varie misure che verranno adottate nella lotta all’evasione, decadrà la possibilità di non pagare le tasse da parte di società che interrompono la gestione commerciale, che non presentano la dichiarazione fiscale o che sospendono l’attività causa passività.

(Fonte:F.O.it)

 

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Serbia

Alessandro PasutSerbia


Per il 2018 è previsto un aumento del Pil del 4%, all’interno di una situazione economica che vede l’inflazione al 2% e la produzione industriale che, rispetto al 2017, è in crescita del 3,8%: alla luce di questi dati la Serbia viene considerata un Paese con una economia stabile e in crescita.

Rilevante è la presenza sul territorio serbo di piccole e medie realtà industriali italiane, che sono diventate il più importante datore di lavoro del Paese e contribuiscono all’andamento positivo della sua economia. Una delle regioni che vede una forte presenza di industrie italiane è la Vojvodina, che conta 70 imprese italiane che danno lavoro a più di 10 mila persone. Da poco è stato inaugurato uno stabilimento del Gruppo GLM, che produce componentistica per il settore automobilistico.
Più del 10% dell’interscambio totale della Serbia verso l’estero è con l’Italia, che nel 2017 ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro e per l’anno in corso è prevista una crescita fino ai 4 miliardi di euro. Si prospetta quindi un futuro di sempre maggior collaborazione, unendo la imprenditorialità italiana e la capacità manageriale e lavorativa della Serbia.
(Fonte: AdnKronos)

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Montenegro

Alessandro_PasutMontenegro


-Cittadinanza economica
Dal prossimo ottobre entrerà in vigore un programma, promosso dal governo montenegrino, rivolto agli investitori esteri extra UE. A questo programma di investimento potranno accedere non più di 2mila candidati, che dovranno presentare apposita domanda e versare una tassa una tantum di 100mila euro. Gli investimenti possibili saranno compresi tra i 250mila ed i 450mila euro e, a seconda dell’importo, interesseranno aree più o meno periferiche. In cambio, gli investitori acquisiranno la cittadinanza montenegrina. Da questi investimenti il Governo è sicuro di ottenere un miglioramento sostanziale dell’attività economica.
(Fonte: Ansa.it)

-Immobiliare
Molti sono i fattori che rendono il Montenegro un Paese interessante per gli investitori esteri. La procedura burocratica per aprire una attività è abbastanza snella; la tassazione è del 9%; il Paese fa parte della Nato e sta completando l’integrazione nella UE. Dati ufficiali vedono tra i principali investitori gli Emirati Arabi, la Russia, l’Italia, l’Azerbaijan e la Turchia.
Con la Turchia, in questi ultimi anni, la cooperazione economica si è fatta più intensa, sia attraverso la sottoscrizione di accordi di libero scambio, che attuando una nuova linea aerea che collega le capitali dei due Paesi.
Il governo turco ha finanziato alcune centinaia di progetti per un valore di circa 20 milioni di euro, ma anche molti investitori privati hanno spostato la loro attività in Montenegro, soprattutto nei settori della ristorazione ed alberghiero; altri hanno acquistato immobili o piccoli negozi.
Le città più interessanti sono risultate quelle affacciate sulla costa, come Budva, Tivat e Kotor, ma anche la capitale Podgorica.

(Fonte: Le Courrier des Balkans)

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Serbia, Albania, Bulgaria

Alessandro PasutSerbia


Dal 2001 la Banca Europea degli Investimenti sta finanziando la Serbia, cosi’ come gli altri Paesi dell’area balcanica. Ad oggi sono stati versati alla Serbia circa 5 miliardi di Euro. Nei primi mesi del 2018 il Paese ha presentato progetti per circa 300 milioni di euro, progetti che riguardano il pubblico ed il privato, in settori quali la sanità, l’istruzione, le infrastrutture, i trasporti. La Bei ha sottoscritto gli accordi a favore di tutti questi progetti.
(Fonte: www.ansamed.it)

Albania


Il Premier albanese Edi Rama ha annunciato che, con un anticipo di quasi un anno rispetto alla data prevista, in questo periodo la Commissione Europea inizierà il processo di controllo propedeutico ai negoziati per l’ingresso dell’Albania nell’Unione Europea. I controlli riguarderanno tutte le aree definite nei 35 capitoli del diritto comunitario: economiche, giuridiche, politiche e sociali. Tali controlli dureranno un anno e si concluderanno entro giugno dell’anno prossimo, data di inizio dei negoziati ufficiali.
L’Albania già da tempo ha promosso molte riforme: il Governo ha promesso il massimo impegno ed attenzione per l’attuazione delle stesse.
(Fonte: www.ansamed.it).

Bulgaria


La Bulgaria sta vivendo un periodo molto favorevole, in cui l’economia continua a crescere. La Commissione Europea prevede per l’anno in corso una crescita del 4%, cosi’ pure per il 2019:stime basate su un Pil 2017 di 50 miliardi di euro, con una crescita economica del 3,5%, gli investimenti in crescita del 4% e le esportazioni pari a 25 miliardi di euro. Tutti questi risultati positivi sono giunti dopo anni di impegno rivolto alla riforma di gran parte delle strutture primarie del Paese. Ora la Bulgaria attrae investitori da tutto il mondo, sicuramente grazie a moderne infrastrutture, personale ben istruito, burocrazia snella ed un’aliquota del 10%.
(Fonte: www.bulgariaoggi.com)

 

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Balcani

Alessandro PasutBalcani


-Bei, 8 mld nelle infrastrutture.
Nell’ultimo decennio la Banca europea degli investimenti ha investito 8 miliardi di euro a sostegno del riammodernamento delle infrastrutture in varie parti dei Balcani. Nell’anno in corso sono stati approvati progetti per rifacimento di autostrade, ferrovie, ospedali, scuole, protezione ambientale, per un importo di oltre 500 milioni, con l’obiettivo di rendere la regione più attrattiva a maggiori quote di mercato e di aumentare i posti di lavoro, non solo quelli relativi alle grandi opere, ma anche quelli della piccola e media impresa. In maggio si è tenuta a Belgrado la conferenza “Building together: Serbia, Italy and Montenegro” a cui hanno partecipato oltre 50 imprese italiane con l’intento di trovare nuove opportunità di investimento nei Balcani.

-Serbia
Demostat, Centro di Ricerche, ha pubblicato la classifica dei salari medi dei Paesi dei Balcani: all’ultimo posto si attesta la Macedonia con 376 euro, seguita dall’Albania con 378 euro, la Serbia con 422 euro, la Bosnia Erzegovina con 440 euro, la Bulgaria con 457 euro, il Montenegro con 512 euro, la Romania con 535 euro, l’Ungheria con 703, la Croazia con 832, la Slovenia con 1.077 euro.

-Kosovo
Per la costruzione di una autostrada tra Peja e Kijeve, il Kosovo ha ricevuto dalla Banca europea degli investimenti circa 80 milioni di euro, che rappresenta il maggior prestito ricevuto ad oggi. La Bei ha concesso questo prestito per il miglioramento delle infrastrutture, quale spinta a favore di uno sviluppo economico del Paese e della sua integrazione ed avvicinamento al resto dell’Europa.

-Serbia, FCA
A Kragujevac, in Serbia centrale, viene prodotta la Fiat 500L, in uno stabilimento dove la FCA ha investito circa 1,4 miliardi di euro con il risultato che questa sede risulta essere oggi la più moderna ed automatizzata di tutto il Gruppo FCA. Lo stabilimento è di proprietà del Gruppo FCA per il 67%, il rimanente 33% appartiene al governo serbo.

 

(Fonte: AnsaMed)

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Ungheria

Alessandro PasutUngheria


Come ogni anno, dal 2012, si è tenuta il 28 novembre 2017, a Budapest la riunione della CEEC (Cooperation between China and Central and Eastern European Countries). I Paesi che ne fanno parte sono 16 più la Cina: Romania, Polonia, Slovenia, Bosnia, Lituania, Estonia, Croazia, Macedonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Montenegro, Slovacchia, Lettonia, Albania, Serbia, Ungheria.

Durante il meeting si espongono e commentano i risultati raggiunti e si presentano progetti futuri per rafforzare la collaborazione tra i Paesi nei settori tecnologici, commerciali ed infrastrutturali.

Per la Cina l’interesse è focalizzato nella ricerca di nuovi mercati europei ai quali vendere merci e servizi: la sola regione centro-orientale europea rappresenta per la Cina un bacino d’utenza di più di 120 milioni di abitanti. In queste zone, la Cina sta investendo 10 miliardi di dollari, permettendo quindi un notevole sviluppo economico, basato soprattutto sull’utilizzo delle risorse dei Paesi stessi.

Tra i vari progetti in fase di realizzazione da parte della Cina, il più importante pare essere la linea ferroviaria, di 350 km, ad alta velocità, tra Belgrado e Budapest, che servirà soprattutto per smistare le merci provenienti dall’Asia in arrivo al Porto del Pireo, porto che è di proprietà del gruppo cinese Cosco.
(Fonte: I.C.G.)

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Croazia

Alessandro PasutCroazia

Fondi Europei
Nel 2017 la Croazia ha aumentato notevolmente la propria quota di utilizzo dei fondi di investimento europei: il valore dei progetti appaltati è stato di euro 3,7 miliardi. Per il periodo 2014-2020 la Croazia ha a disposizione dai Fondi Europei euro 10,7 miliardi. Il Ministro Gabrijela Zalac ha dichiarato che l’obiettivo, entro il 2020, è di utilizzare il 90% dei Fondi riservati al Paese.
Nuova Legge sugli investimenti
Il Parlamento croato ha approvato una nuova Legge per facilitare i progetti per investimenti di grande importanza, attraverso l’eliminazione di ostacoli burocratici e lo snellimento delle procedure amministrative, quale esempio fra i tanti, il dimezzamento del valore dell’investimento e il dimezzamento del valore delle garanzie prestate.
Proposte progettuali finanziate con Fondi Europei
Il Ministero dell’Economia ha presentato alcune proposte progettuali rivolte ai PMI presenti in Croazia, che intendono migliorare tecnologicamente le proprie attività produttive. Il valore complessivo è di 20 milioni di euro e i progetti dovranno essere presentati entro il 28.12.2018. Il Ministero per lo Sviluppo regionale e Fondi EU ha presentato alcune proposte per un valore pari a 15 milioni di euro, rivolti alla ristrutturazione dell’Ospedale di Zagabria e alla costruzione di alloggi riservati agli studenti universitari di Spalato.

 

(Fonte: I.C.E.)

 

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Slovenia

Alessandro_PasutSlovenia


PIL e produzione industriale:
-Nel 2017 il PIL è aumentato arrivando a sfiorare i 40 miliardi di euro e la crescita economica ha raggiunto quindi il 5%. Questi valori sono stati determinati da un aumento del 10% delle esportazioni, del 5% della domanda di consumi, sia pubblici che privati, e degli investimenti. Nei settori produttivi, hanno registrato un netto aumento sia l’attività edilizia (+ 11%), sia la manifatturiera (+ 13%), che il trasporto (+ 8%), mentre hanno segnato una contrazione il settore agricolo (- 9%) e le attività minerarie (- 3%). L’occupazione è aumentata del 3% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 990.000 addetti.
-Per l’anno 2018 la Commissione Europea prevede una crescita economica del 4,1%, per il 2019 del 3,7%. Il dato del 2017 è stato del 4,85%.
-Rispetto al 2016, nel 2017 i turisti sono aumentati del 13,5%, toccando i 4,8 milioni di presenze.
-Grazie alla procedura statale di risanamento delle banche, i crediti in sofferenza sono sotto controllo e continuano a diminuire: nel secondo trimestre del 2017 sono l’11% di tutti i crediti, mentre nello stesso trimestre del 2016 erano il 16%.
(Fonte: Mercati Esteri)

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Slovacchia e Repubblica Ceca

Alessandro PasutSlovacchia


Bilancia commerciale in crescita.
L’Ufficio di Statistica Slovacco ha pubblicato i dati del 2017: le esportazioni hanno raggiunto i 75 miliardi di euro, mentre le importazioni sono arrivate a 71,8 miliardi, registrando quindi un avanzo di 3,2 miliardi di euro. Solo nel Dicembre 2017 il commercio estero slovacco ha portato un bilancio positivo di 8,5 milioni di euro.
(Fonte: Buongiorno Slovacchia)
Repubblica Ceca
Crescita record.
La Repubblica Ceca conferma l’avanzare positivo dell’economia, registrando una crescita del Pil attorno al 4,5%, l’inflazione al 2,5%, il salario medio a 1100 euro, con il più basso tasso di disoccupazione dell’Unione Europea, attestato al 3,8%. Nel 2017 l’attività industriale è aumentata dell’8%, spinta da settori come apparati elettronici, macchinari ed automotive. La crescita dell’occupazione e della retribuzione media, hanno portato ad un significativo aumento dei consumi delle famiglie, con un particolare interesse verso il “Made in Italy”.
Nel 2017 l’Italia ha aumentato le esportazioni verso la Repubblica Ceca dell’8%, diventando il quinto fornitore, dopo la Cina, la Polonia, la Slovacchia e la Germania. L’interesse degli investitori italiani in Repubblica Ceca si è diretto verso l’industria chimica e dei macchinari, verso il settore della moda e delle calzature; la Toto Costruzioni si è aggiudicata l’appalto per la costruzione di 15 km di autostrada; mentre in Italia il gruppo ceco EPH ha acquisito due centrali a biomasse e nel settore del turismo l’Italia è al secondo posto tra le mete preferite dai turisti cechi.
(Fonte: Ambasciata d’Italia in Repubblica Ceca)

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