Montenegro

Alessandro PasutMontenegro.


Secondo l’Economist, nel 2020 l’economia del Montenegro crescerà del 2,9%, mentre le previsioni per il 2021 vedono il Pil crescere del 2,7%. I settori trainanti sono il turismo e le costruzioni.
Dove investire.
Energia:
Uno dei più importanti settori dell’economia del Montenegro è quello dell’energia, settore che offre grandi possibilità di investimento anche da parte di società straniere, partecipando a gare internazionali. L’Ente statale per la produzione e vendita di energia, EPCG, ha varato un programma di investimenti del valore di 700 milioni di euro. L’obiettivo è di diversificare le fonti di energia, utilizzando fonti alternative di energia, costruire nuove centrali solare, eoliche, fotovoltaiche, costruire nuove strutture e/o riammodernare le esistenti, ricostruire le piccole centrali idroelettriche presenti su tutto il territorio, far partire il settore energetico delle biomasse. Il Paese produce energia pari al 40% del fabbisogno ed è quindi costretto ad importare il restante dai mercati internazionali.
Trasporti:
Al via la costruzione della autostrada Bar-Boljare: tunnel, ponti e viadotti in un tratto di 164 km per un valore di 2 miliardi di euro. Questa autostrada farà parte Corridoio Paneuropeo 4B, che andrebbe a collegare Bari-Bar-Belgrado-Bucarest.
Costruzioni:
Numerosi sono i progetti in essere, finanziati sia dalla UE attraverso i fondi IPA e dalla Banca Europea Ricostruzione e Sviluppo, sia da finanziamenti internazionali, per migliorare e rendere più efficienti tutte le infrastrutture presenti sul territorio del Paese.
Turismo:
Il Montenegro ospita ogni anno circa un milione e mezzo di turisti, cifra considerata in salita. Tutto il settore dei servizi al turismo, quali ristorazione, alberghiero e di intrattenimento, registra quindi risultati più che positivi. Da precisare che i turisti sono presenti tutto l’anno: in estate soprattutto lungo la costa, in inverno nell’entroterra, attratti dalla presenza di notevoli impianti sciistici, in primavera ed autunno nei parchi nazionali.

(Fonte: Ambasciata d’Italia in Montenegro)

 

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Bulgaria

Alessandro PasutBulgaria

L’Accademia delle Scienze, tramite l’Istituto per la Ricerca Economica, ha da poco presentato il risultato di un’analisi condotta in questo ultimo periodo, al fine di ipotizzare quale sarà la situazione economica nella quale il Paese si troverà alla fine della attuale pandemia causata dal coronavirus. Lo studio si è basato sui dati ufficiali dell’avanzamento del contagio, sulle misure adottate dal Governo ed è in continuo aggiornamento.

L’IRC ha voluto prevedere tre possibili situazioni post- contagio, dove ognuna presenta sia una diversa probabilità di realizzazione, che un diverso impatto sul tessuto economico.
-La prima ipotesi si basa sul raggiungimento del picco del contagio verso la metà di maggio e una probabilità di realizzazione del 20%: questo comporterebbe un calo del PIL del 2,5%, un lieve aumento dell’inflazione, un aumento del 7% della disoccupazione.
-La seconda ipotesi si basa sul raggiungimento del picco a inizio agosto e una probabilità di realizzazione del 60%: questo comporterebbe un calo del PIL del 4,4%, un’inflazione al 4,2%, un aumento del 10% della disoccupazione, un calo del turismo del 50%, una diminuzione delle esportazioni del 4,6%.
-La terza ipotesi si basa sul raggiungimento del picco del contagio a metà del mese di agosto e una probabilità di realizzazione del 20%: questo comporterebbe un calo del PIL del 5,7%, un’inflazione del 5,2%, un aumento della disoccupazione al 12%, l’annullamento della stagione turistica estiva, un’importante riduzione del commercio estero, un aumento di quasi il 6% delle spese di assistenza sanitaria e di supporto alle imprese.

 

(Fonte: Novinite, Bulgaria Oggi)

 

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Albania

Alessandro PasutAlbania


Nel 2006 l’Albania ha sottoscritto con l’Unione Europea l’ASA (l’Accordo di Associazione e Stabilizzazione) e poco dopo ha sottoscritto l’Accordo di libero scambio. Dal 2014 è candidato ad entrare nell’Unione Europea e la Commissione Europea ha avviato la procedura per l’ingresso del Paese nell’UE. Ora l’Albania gode di tutti i benefici di Paese in pre adesione e per il perido 2014-2020 sono stati stanziati a suo favore più di 11 miliardi di euro.
Diversamente dalla situazione di difficoltà economica presente a livello globale, l’Albania è riuscita a mantenere il livello di crescita della propria economia. Il WEO (World Economic Outlook)ha stimato per il 2020 una crescita economica in linea con il 2019, pari quindi ad uno 3,7%. Nel 2019 il debito pubblico è stato del 69,9% del PIL e il tasso di inflazione al 1,5%.
Il Governo sta promuovendo alcune riforme per aumentare l’apporto degli investimenti esteri, offrendo maggiore tutela e garanzie a chi intenda investire nel Paese. In particolare, gli investitori italiani, attratti da una forza lavoro giovane, qualificata e a basso costo, e da un regime fiscale vantaggioso, potranno usufruire dei finanziamenti all’internazionalizzazione Sace-Simest.

Attualmente i settori più interessanti per investire usufruendo di finanziamenti favorevoli sono il turismo (esenzione dall’applicazione dell’imposta sull’utile per 10 anni),l’industria automobilistica ( riduzione dell’imposta sull’utile al 5%), sviluppo di software (riduzione dell’imposta sull’utile al 5%), le energie rinnovabili, il minerario.
(Fonte: I.m.e.)

 

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Croazia

Alessandro PasutCroazia


Dal 2014 l’economia della Croazia è in continua espansione.
Nel 2018 il PIL è cresciuto del 2,6%, nel 2019 del 2,9%, per l’anno in corso è prevista una crescita non inferiore al 2,7%. Si tratta di valori decisamente superiori alla media europea.

Vari i fattori che hanno contribuito a questi risultati: è aumentata l’occupazione, è aumentato il reddito disponibile delle famiglie, le banche hanno concesso finanziamenti a condizioni vantaggiose, sono aumentati gli investimenti privati e il consumo in genere.
E’ cresciuto l’intero settore dei servizi, in particolare il turismo, che rappresenta il 20% del PIL, e tutto il settore edile. La disoccupazione è al 8,4%, con un mercato del lavoro in continuo miglioramento. L’inflazione è all’1,5%. La crescita del PIL ha favorito la decrescita del debito pubblico.
Anche le esportazioni sono in continua crescita, ma hanno registrato una lieve decrescita rispetto agli anni precedenti: in particolare sono diminuite le vendite verso i Paesi extra UE, mentre il rapporto commerciale con i Paesi UE è sempre molto positivo. I principali partner commerciali della Croazia sono: Italia, Germania, Slovenia, Cina, Russia e Bosnia-Erzegovina.
Sono aumentati anche gli investimenti pubblici, che hanno potuto usufruire dei fondi resi disponibili dall’UE: in questi ultimi anni la Croazia ha ristrutturato la rete autostradale, il sistema ferroviario e i principali porti. Il settore navale-cantieristico croato è tra i più importanti in Europa e nel mondo.

 
(Fonte: I.m.e.)

 

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Albania

Alessandro PasutAlbania
Misure a favore dell’economia.
Così come per anni ha fatto il Portogallo, l’Albania ha avviato un progetto del Ministero delle Finanze, promosso già da qualche tempo dal Governo, per l’abolizione di tutte le tasse sulle pensioni percepite da stranieri che scelgono di stabilirsi nel suo territorio. Questa norma varrà per i pensionati provenienti da Paesi dell’Unione Europea, sia per i pensionati provenienti da Paesi extra UE, che per gli albanesi che godono di una pensione da un Paese straniero, ma vogliono rientrare a vivere in Albania.
L’obiettivo è chiaro: aumento di cittadini che portano denaro e che, soprattutto, lo spendono, aumentando quindi i consumi interni.
L’Albania è consapevole di essere un Paese appetibile, soprattutto per gli italiani: qui il costo della vita è la metà di quello italiano; è vicina all’Italia, facilmente raggiungibile, a differenza di altri Paesi fino ad oggi meta di rifugio per i pensionati italiani; tutti parlano l’italiano; il Paese è molto bello, in larga parte ancora non toccato dal turismo di massa, con spiagge stupende e mare cristallino; il valore degli immobili è decisamente concorrenziale.
Negli ultimi anni è aumentato l’interesse verso l’Albania da parte dei Paesi del nord Europa: in molti hanno acquistato casa sulla costa, sia per l’opportunità del basso costo, sia per il clima mediterraneo.

 

(Fonte: AlbaniaNews.it)

 

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Montenegro

Alessandro PasutMontenegro, Italia

Dopo aver visto il suo ingresso nella Nato, il Montenegro si sta adoperando per entrare a far parte dell’Unione Europea: ad oggi sono stati chiusi tre capitoli di negoziati, 32 sono aperti e rimane da affrontare il capitolo riguardante la concorrenza. L’ingresso nell’Unione Europea implica un impegno costante, sentito molto seriamente dal Paese.
Di fondamentale importanza sono i risultati relativi ad una buona crescita economica, anche supportata da notevoli investimenti esteri, che hanno contribuito ad un risultato del 3,7% nel 2018 e del 2,5% di crescita solo nel primo trimestre del 2019. Settore trainante dell’economia del Montenegro è il turismo, il cui fatturato supera l’8,5%. Il PIL del 2019 è attorno al 2,8%, le previsioni per l’anno in corso si attestano al 2,3%, per il prossimo anno al 2,4%.
La necessità di dare stabilità monetaria e di rendere più semplici gli investimenti esteri ha spinto il Montenegro a scegliere l’euro come propria moneta.
Molte sono le imprese italiane presenti sul territorio, in vari settori, in particolare nelle infrastrutture e nell’energia. In progresso è il progetto di collegamento tra Italia e Montenegro attraverso un cavo sottomarino, che verrà costruito da una impresa italiana. Altro progetto importante è la costruzione di una autostrada che collegherà Bar al confine con la Serbia: questo progetto è stato affidato ad una società cinese, ma i molteplici lavori ad esso collegati, daranno possibilità di inserimento a molte altre aziende.
In notevole espansione il settore del turismo, che prevede il riammodernamento di porti già presenti, la costruzione di nuovi nel sud del Paese, mentre nella parte settentrionale sono previsti nuovi centri sciistici e alberghi. Anche qui molte sono le possibilità di inserimento da parte delle aziende italiane, sia come opere di ingegneria, che come arredamento e design.

 

(Fonte: Quotidiano.net)

 

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Tunisia

Alessandro PasutTunisia
Coltivazioni di ricino.

Il ricino è una pianta tipica della Tunisia, molto forte, in grado di reggere il clima caldo-secco della regione e di usufruire dell’acqua , medio- salina, presente nelle falde acquifere.

Da qualche anno la Tunisia ha promosso tale coltivazione, soprattutto nelle aree pre-desertiche, con lo scopo non solo agricolo, creando lavoro in zone depresse, ma anche come barriera alla crescente desertificazione.

La coltivazione del ricino ha richiamato l’attenzione internazionale, perché ci si può ricavare un biocarburante sostenibile, un olio vegetale a basso impatto, che, tra l’altro, andrà a sostituire l’olio di palma, invece ritenuto a forte impatto ambientale e che entro il 2030 non potrà più essere usato.

Questa produzione semi industriale è iniziata in via sperimentale nella zona di Gafsa.

Ora è stato siglato un accordo tra la SNDP, Societè National de Distribution des Pétroles e l’ENI, che collaboreranno allo sviluppo di questa coltivazione.
L’Università di Catania e il Technopolo Borj Cedria di Tunisi hanno analizzato la fattibilità di tale progetto, sia sotto l’aspetto agronomico che geologico.

(Fonte: Ansa.it)

 

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Albania

Alessandro PasutAlbania


Banca Mondiale, FMI, Deloitte: stime di crescita.
Per il 2019 la Banca Mondiale ha stimato la crescita ad un 2,9%, nettamente inferiore al 3,7% previsto, e ciò a causa della crisi del settore energetico. Per il periodo 2020-2021 la Banca Mondiale ha previsto una crescita media del 3,5%.
Seconda “big” della finanza mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, ha ridotto la crescita economica dell’Albania dal 3,7% previsto ad un 3%, legando tale valore alla crisi energetica ed ai mancati intriti dovuti alla chiusura del settore del gioco d’azzardo. Questi dati sono stati confermati dall’Istat del Paese. Per il periodo 2020-2024 il Fondo Monetario Internazionale ha previsto una crescita del 4%: percentuale più ottimistica di quella della Banca Mondiale.
La terza “big” della finanza mondiale è la Deloitte, società di revisione e consulenza presente a livello internazionale, con una sede anche a Tirana. Per l’Albania ha pubblicato un dossier, che prevede per il 2019 una crescita del 3,4%, con un tasso annuo medio di crescita del 3,6% fino al 2023.

Dato molto interessante è che l’Albania, all’interno dell’area dei Balcani, si trova al secondo posto come economia, superata dal Kosovo, che registra una crescita del 4%. Nel 2020 si teme che la Serbia superi l’Albania.

 

(Fonte: Albania News)

 

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Croazia

Alessandro PasutCroazia
Economia
Dal 2014 l’economia della Croazia è in crescita, con un PIL che riporta valori superiori a quelli della media europea: nel 2016 è cresciuto del 3,5%, nel 2017 del 2,9%, nel 2018 del 2,6%. Ciò che ha contribuito a questo trend è stato l’aumento degli investimenti e dei consumi da parte dei privati, l’aumento dell’occupazione, con conseguente maggior disponibilità reddituale dei nuclei familiari, maggior elasticità delle banche nella concessione di finanziamenti a condizioni vantaggiose.
E’ migliorato anche il mercato del lavoro, pur presentando, come nel resto dell’Europa, una situazione critica verso l’occupazione giovanile. L’inflazione è all’1,5% annuo, mentre è in decrescita il debito pubblico. Da specificare che il 20% del PIL è dato dal settore turismo, principalmente dall’estero.

Nota negativa relativa alla bilancia commerciale, dove le esportazioni sono aumentate del 3,7%, mentre le importazioni sono aumentate dell’8,3%, registrando un saldo negativo, causato dal calo di esportazioni verso i Paesi extra UE.
La Commissione Europea ha ufficializzato le previsioni per il 2019, che vedono il PIL crescere del 3%, e per il 2020 del 2,8%. Il settore dei servizi, in particolare quello del turismo, rimane quello trainante, accanto al consumo del privato che sosterrà la crescita economica.

(Fonte: IME)

 

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Montenegro

Alessandro PasutMontenegro


Agevolazioni per investire a Podgorica
Il Comune di Podgorica ha approvato un programma di investimenti a favore di aziende interessate a stabilirsi sul suo territorio. In questi ultimi anni la capitale ha visto crescere l’interesse di investitori stranieri e gli effetti si sono già fatti sentire: gli abitanti sono passati in pochi anni da 50.000 a 200.000 e le prospettive di sviluppo economico sono molto promettenti.

Il Comune offrirà, alle aziende interessate ad attivare una unità produttiva, l’uso gratuito del terreno per 99 anni, si prenderà carico dei costi di urbanizzazione e offrirà consulenza gratuita da parte del personale del settore tecnico amministrativo. La capitale si trova all’interno di un territorio che offre un’importante e vasta pianura, percorsa da molti fiumi e circondata da colline. Il terreno è ricco e fertile e ben collegato sia con rete ferroviaria, che con autostrade e con un aeroporto adeguato. Altro aspetto importante è che le principali vie di comunicazione si estendono dalla Serbia verso il mare e dalla Bosnia-Erzegovina verso l’Albania, facilitando i trasporti in ogni direzione.

Due sono le zone dedicate dal Comune a questo piano di sviluppo: una zona agroindustriale, di oltre 43 ha, dove si possono creare attività agricole e commerciali, lavorazione di frutta e verdura, produzione e vendita di carne e salumi, piccole industrie di dolciumi e pane, produzione di prodotti lattiferi; una zona industriale, di circa 40 ha, suddivisa in sette zone, dove si possono sviluppare aziende operanti nei settori chimico, farmaceutico ed elettronico.

Ogni azienda avrà la possibilità di ampliare la propria unità operativa a seconda della necessità.
(Fonte: NewMontenegro)

 

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