Arabia Saudita

Alessandro PasutArabia Saudita


Mohamed Bin Salman, il principe ereditario, ha attuato molte riforme, alcune in campo sociale, altre in campo economico. Tra queste ultime, la maggior trasparenza è la principale, necessaria perché il Paese ha bisogno di attrarre capitali stranieri, per riuscire a concretizzare l’importante progetto di rendere il regno meno dipendente dal petrolio, investendo quindi gran parte delle risorse economiche in energie alternative.

Si tratta della costruzione, nel deserto saudita, del più grande impianto fotovoltaico del mondo, che verrà realizzato da Mohamed Bin Salman e Masayoshi Son, miliardario giapponese, potenza nei settori delle tecnologie informatiche e telecomunicazioni. L’impianto, entro il 2030, produrrà 200 Gigawatt e prevede un investimento di oltre 200 miliardi di dollari.
Allo Stato saudita appartiene la Sabic, società petrolchimica, e la Saudi Aramco, compagnia petrolifera che nello scorso anno ha realizzato un utile netto di 111 miliardi di dollari, cioè un importo superiore a quello di Exxon Mobil, Google e Apple sommati insieme.

La Saudi Aramco è al primo posto, a livello mondiale, nella produzione di petrolio. Le sue riserve sono di 227 miliardi di barili di petrolio e 257 miliardi di barili di idrocarburi.
Entro il 2021 la Saudi Aramco verrà quotata in borsa, e il 5% del suo capitale verrà collocato per realizzare 100 miliardi di dollari da reinvestire principalmente nell’impianto fotovoltaico di cui sopra ed altri progetti extra settore petrolifero.

(Fonte: B.I.I.)

 

Richiedete una consulenza ad Alessandro Pasut e se siete interessati ad investire in Arabia Saudita,

 cliccate qui!

 

Share
Pubblicato il Arabia Saudita | Taggato come | Lascia un commento

Albania

Alessandro PasutAlbania


-Occupazione: Lavoro in nero.
La Banca Mondiale ha pubblicato il rapporto 2019 focalizzato sull’analisi della situazione del lavoro nei Balcani.
Mentre in Serbia si registra un netto miglioramento generale, sia l’Albania che il Montenegro presentano ancora notevoli difficoltà nella regolarizzazione dei lavoratori. In particolare, negli ultimi anni, in Albania, il 37% degli occupati (un lavoratore su tre) lavora in nero, e fra questi, il 50% sono lavoratori autonomi, quasi tutti appartenenti al settore agricolo, che è il segmento occupazionale con minor produttività. L’Istituto di Previdenza Sociale ha lanciato l’allarme: tutti questi lavoratori in nero riceveranno una pensione minima o nulla, con il rischio, quindi di vivere la vecchiaia in povertà.
-Kukes: Riqualifica dell’aeroporto.
Il Ministro delle Infrastrutture e dell’Energia ha annunciato l’entrata in vigore del contratto di concessione, della durata di 35 anni e con un valore di otto milioni di euro, per la riqualificazione dell’aeroporto di Kukes.
Tale progetto darà lavoro ad oltre 200 persone e ne beneficerà anche tutta l’area adiacente. Ben cinque compagnie low cost hanno dimostrato interesse verso il nuovo aeroporto: Vueling, Pegasus, Ryan Air, Easy Jet, Wizz Air. Data la sua ottima posizione geografica, si prevede che diventerà un aeroporto di collegamento con il Kosovo, la Macedonia ed il Montenegro e che vi transiteranno più di 300 mila persone all’anno.
(Fonte: Albanianews.it)

Richiedete una consulenza ad Alessandro Pasut e se siete interessati ad investire in Albania,

 cliccate qui!

Share
Pubblicato il Albania | Taggato come | Lascia un commento

Albania

Alessandro PasutAlbania
Rapporto della Commissione Europea: previsioni di crescita.
L’Albania fa parte dei Paesi in attesa di entrare a far parte dell’Unione Europea. La Commissione Europea ha pubblicato i dati relativi al 2018 ed ha confermato che sia per il 2019 che per il 2020 prevede che l’Albania avrà una crescita economica pari al 3,9%.
Dai dati del terzo trimestre del 2018, si rileva che l’occupazione generale ha registrato una crescita dell’1,8%, mentre il settore privato ha registrato una crescita del 7,5%.
Per quanto riguarda la politica monetaria della Banca Centrale d’Albania, la stessa acquista valuta estera, per contrastare il maggior valore della moneta locale, il lek, nei confronti dell’euro: nel 2018 il lek aveva, nei confronti dell’euro, un maggior valore del 7,36%, rispetto all’anno precedente.
Entro il 2020 l’inflazione sarà al 3%.
Nel 2018 il debito pubblico è al 65,5% del prodotto lordo.
Il Governo prevede una crescita del Pil al 4,4% entro il 2020, ma il rapporto dell’Onu è meno ottimista, stimando la crescita del Pil al 3,8%: una delle cause di tale rallentamento è stata imputata alla diminuzione degli scambi commerciali con i Paesi dell’Unione Europea, problema presente anche in altri Paesi della regione baalcanica.
(Fonte: Albania News)

 

Richiedete una consulenza ad Alessandro Pasut e se siete interessati ad investire in Albania,

 cliccate qui!

Share
Pubblicato il Albania | Taggato come | Lascia un commento

Bulgaria

Alessandro_PasutBulgaria


L’Unione Europea ha destinato alla Bulgaria, per il periodo 2014-2020, circa 10 miliardi di euro, da impiegare per l’aumento dell’impiego e per supportare uno sviluppo imprenditoriale, dinamico ed innovativo. In questi ultimi anni il Governo bulgaro ha saputo tenere sotto controllo l’inflazione e la spesa pubblica ed il Pil è in crescita.

Le società versano una flat tax del 10%, che rimane una delle più favorevoli in UE e, se presenti in aree periferiche, godono di incentivi fiscali ed esenzioni IVA. La manodopera è altamente specializzata e il suo costo orario è tra i più bassi in UE. I giovani parlano tutti una seconda lingua, l’inglese, e la maggior parte una terza.
Per un investitore straniero risulta interessante il settore dell’ortofrutta e della zootecnia, sia perché settori tecnicamente ancora molto arretrati, sia per la grande disponibilità di terreni di ottima qualità. Le aziende bulgare, sempre di più, importano macchinari speciali per innovare la propria catena produttiva.
Che cosa esporta l’Italia in Bulgaria.
Abbigliamento: abiti confezionati, camice, biancheria, borse, pelletterie
Prodotti per la pulizia: detergenti e saponi
Fertilizzanti
Alimentari: Caffè, Carni conservate, Ortaggi e frutta, freschi e/o lavorati e conservati, semi oleosi, barbatelle di viti, Prodotti lattiero caseari, Prodotti da forno, dolciumi e pasta, Birra, Olio di oliva evo
Alcolici distillati e vino
Macchinari ed autoveicoli
(Fonte: I.m.e.)

Richiedete una consulenza ad Alessandro Pasut e se siete interessati ad investire in Bulgaria,

 cliccate qui!

Share
Pubblicato il bulgaria | Taggato come | Lascia un commento

Croazia

Alessandro PasutCroazia


-La Croazia ha un sistema fiscale strutturato in modo simile a quello degli altri Paesi europei. Ha adottato alcune misure per diminuire le differenze economico-sociali presenti tra alcune regioni del Paese e, a tal fine, ha creato alcune zone franche, esenti da dazi e da restrizioni nelle importazioni ed esportazioni, promuovendo così lo sviluppo economico di territori in precedenza sfavoriti.
-Le persone fisiche versano l’imposta sui redditi, con aliquote che vanno dal 12% al 40%, e l’imposta locale, con aliquota massima del 18%. Per le persone residenti, l’imposta è calcolata sui redditi ovunque prodotti. Per i soggetti non residenti, vengono tassati solo i redditi prodotti in Croazia.
-Le persone giuridiche versano l’imposta sugli utili o sul reddito della società. L’imprenditore individuale può scegliere se versare l’imposta sugli utili o quella sul reddito. Sono in atto alcune agevolazioni fiscali per settori che favoriscono l’occupazione e lo sviluppo in alcune zone depresse del Paese, ad es. attività in ambito contabile e finanziario, di marketing e servizi IT.
-L’imposta sul Valore Aggiunto presenta un’aliquota principale del 25% ed un’aliquota agevolata del 13%. Le cure mediche, l’assistenza sociale, i servizi postali e di trasporto, i servizi assicurativi e bancari sono esenti I.v.a.
-Nel 1999 la Croazia ha sottoscritto con l’Italia il Trattato contro le doppie Imposizioni in materia di imposte sul reddito.
-Nel 2017 la Croazia è stata confermata nella white List degli Stati che promuovono lo scambio reciproco di informazioni fiscali.

(Fonte: F.O.)

Richiedete una consulenza ad Alessandro Pasut e se siete interessati ad investire in Croazia,

 cliccate qui!

Share
Pubblicato il Croazia | Taggato come | Lascia un commento

Albania

Alessandro PasutAlbania


Durante lo scorso mese il Ministero delle Finanze ha anticipato alcune proposte di modifica che saranno presenti nella “Manovra 2019”. Da un lato la manovra prevede alcuni sgravi fiscali, dall’altro un inasprimento della normativa verso coloro che evadono il fisco, il tutto permesso da un’economia che si è rivelata in netta crescita.

-Imposta sui dividendi
Uno degli obiettivi che si è posto il Governo è quello di rendere il Paese attrattivo per gli investitori stranieri, quindi l’attuale aliquota passerà dal 15% all’8%. Circa le società non residenti che operano sul territorio e che trasferiscono il guadagno all’estero, saranno presenti varie disposizioni atte a contrastare l’evasione.
-Imposta sul reddito
L’imposta al 23% sui salari riguarderà gli importi superiori ai 150000 lek: ne beneficeranno circa 15000 dipendenti della pubblica amministrazione.
-Royalties
Le esportazioni di cromo saranno interessate da un aumento delle royalties di tre punti percentuali. Ciò verrà attuato per contrastare le esportazioni e supportare le industrie locali di trasformazione.

-Iva
Verrà ridotta nei settori riguardanti l’energia alternativa, ad es. per gli autobus elettrici. Uguale decisione è attesa dalle industrie locali di produzione di alimenti, anche per poter risultare competitive verso le importazioni dello stesso settore.

-Evasione
Tra le varie misure che verranno adottate nella lotta all’evasione, decadrà la possibilità di non pagare le tasse da parte di società che interrompono la gestione commerciale, che non presentano la dichiarazione fiscale o che sospendono l’attività causa passività.

(Fonte:F.O.it)

 

Richiedete una consulenza ad Alessandro Pasut e se siete interessati ad investire in Albania,

 cliccate qui!

Share
Pubblicato il Albania | Taggato come | Lascia un commento

Serbia

Alessandro PasutSerbia


Per il 2018 è previsto un aumento del Pil del 4%, all’interno di una situazione economica che vede l’inflazione al 2% e la produzione industriale che, rispetto al 2017, è in crescita del 3,8%: alla luce di questi dati la Serbia viene considerata un Paese con una economia stabile e in crescita.

Rilevante è la presenza sul territorio serbo di piccole e medie realtà industriali italiane, che sono diventate il più importante datore di lavoro del Paese e contribuiscono all’andamento positivo della sua economia. Una delle regioni che vede una forte presenza di industrie italiane è la Vojvodina, che conta 70 imprese italiane che danno lavoro a più di 10 mila persone. Da poco è stato inaugurato uno stabilimento del Gruppo GLM, che produce componentistica per il settore automobilistico.
Più del 10% dell’interscambio totale della Serbia verso l’estero è con l’Italia, che nel 2017 ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro e per l’anno in corso è prevista una crescita fino ai 4 miliardi di euro. Si prospetta quindi un futuro di sempre maggior collaborazione, unendo la imprenditorialità italiana e la capacità manageriale e lavorativa della Serbia.
(Fonte: AdnKronos)

Richiedete una consulenza ad Alessandro Pasut e se siete interessati ad investire in Serbia,

 cliccate qui!

Share
Pubblicato il serbia | Taggato come | Lascia un commento

Montenegro

Alessandro_PasutMontenegro


-Cittadinanza economica
Dal prossimo ottobre entrerà in vigore un programma, promosso dal governo montenegrino, rivolto agli investitori esteri extra UE. A questo programma di investimento potranno accedere non più di 2mila candidati, che dovranno presentare apposita domanda e versare una tassa una tantum di 100mila euro. Gli investimenti possibili saranno compresi tra i 250mila ed i 450mila euro e, a seconda dell’importo, interesseranno aree più o meno periferiche. In cambio, gli investitori acquisiranno la cittadinanza montenegrina. Da questi investimenti il Governo è sicuro di ottenere un miglioramento sostanziale dell’attività economica.
(Fonte: Ansa.it)

-Immobiliare
Molti sono i fattori che rendono il Montenegro un Paese interessante per gli investitori esteri. La procedura burocratica per aprire una attività è abbastanza snella; la tassazione è del 9%; il Paese fa parte della Nato e sta completando l’integrazione nella UE. Dati ufficiali vedono tra i principali investitori gli Emirati Arabi, la Russia, l’Italia, l’Azerbaijan e la Turchia.
Con la Turchia, in questi ultimi anni, la cooperazione economica si è fatta più intensa, sia attraverso la sottoscrizione di accordi di libero scambio, che attuando una nuova linea aerea che collega le capitali dei due Paesi.
Il governo turco ha finanziato alcune centinaia di progetti per un valore di circa 20 milioni di euro, ma anche molti investitori privati hanno spostato la loro attività in Montenegro, soprattutto nei settori della ristorazione ed alberghiero; altri hanno acquistato immobili o piccoli negozi.
Le città più interessanti sono risultate quelle affacciate sulla costa, come Budva, Tivat e Kotor, ma anche la capitale Podgorica.

(Fonte: Le Courrier des Balkans)

Richiedete una consulenza ad Alessandro Pasut e se siete interessati ad investire in Montenegro,

 cliccate qui!

Share
Pubblicato il Montenegro | Taggato come | Lascia un commento

Serbia, Albania, Bulgaria

Alessandro PasutSerbia


Dal 2001 la Banca Europea degli Investimenti sta finanziando la Serbia, cosi’ come gli altri Paesi dell’area balcanica. Ad oggi sono stati versati alla Serbia circa 5 miliardi di Euro. Nei primi mesi del 2018 il Paese ha presentato progetti per circa 300 milioni di euro, progetti che riguardano il pubblico ed il privato, in settori quali la sanità, l’istruzione, le infrastrutture, i trasporti. La Bei ha sottoscritto gli accordi a favore di tutti questi progetti.
(Fonte: www.ansamed.it)

Albania


Il Premier albanese Edi Rama ha annunciato che, con un anticipo di quasi un anno rispetto alla data prevista, in questo periodo la Commissione Europea inizierà il processo di controllo propedeutico ai negoziati per l’ingresso dell’Albania nell’Unione Europea. I controlli riguarderanno tutte le aree definite nei 35 capitoli del diritto comunitario: economiche, giuridiche, politiche e sociali. Tali controlli dureranno un anno e si concluderanno entro giugno dell’anno prossimo, data di inizio dei negoziati ufficiali.
L’Albania già da tempo ha promosso molte riforme: il Governo ha promesso il massimo impegno ed attenzione per l’attuazione delle stesse.
(Fonte: www.ansamed.it).

Bulgaria


La Bulgaria sta vivendo un periodo molto favorevole, in cui l’economia continua a crescere. La Commissione Europea prevede per l’anno in corso una crescita del 4%, cosi’ pure per il 2019:stime basate su un Pil 2017 di 50 miliardi di euro, con una crescita economica del 3,5%, gli investimenti in crescita del 4% e le esportazioni pari a 25 miliardi di euro. Tutti questi risultati positivi sono giunti dopo anni di impegno rivolto alla riforma di gran parte delle strutture primarie del Paese. Ora la Bulgaria attrae investitori da tutto il mondo, sicuramente grazie a moderne infrastrutture, personale ben istruito, burocrazia snella ed un’aliquota del 10%.
(Fonte: www.bulgariaoggi.com)

 

Richiedete una consulenza ad Alessandro Pasut e se siete interessati ad investire nei Paesi dell’Area Balcanica,

 cliccate qui!

Share
Pubblicato il Albania, bulgaria, serbia | Taggato come , , | Lascia un commento

Balcani

Alessandro PasutBalcani


-Bei, 8 mld nelle infrastrutture.
Nell’ultimo decennio la Banca europea degli investimenti ha investito 8 miliardi di euro a sostegno del riammodernamento delle infrastrutture in varie parti dei Balcani. Nell’anno in corso sono stati approvati progetti per rifacimento di autostrade, ferrovie, ospedali, scuole, protezione ambientale, per un importo di oltre 500 milioni, con l’obiettivo di rendere la regione più attrattiva a maggiori quote di mercato e di aumentare i posti di lavoro, non solo quelli relativi alle grandi opere, ma anche quelli della piccola e media impresa. In maggio si è tenuta a Belgrado la conferenza “Building together: Serbia, Italy and Montenegro” a cui hanno partecipato oltre 50 imprese italiane con l’intento di trovare nuove opportunità di investimento nei Balcani.

-Serbia
Demostat, Centro di Ricerche, ha pubblicato la classifica dei salari medi dei Paesi dei Balcani: all’ultimo posto si attesta la Macedonia con 376 euro, seguita dall’Albania con 378 euro, la Serbia con 422 euro, la Bosnia Erzegovina con 440 euro, la Bulgaria con 457 euro, il Montenegro con 512 euro, la Romania con 535 euro, l’Ungheria con 703, la Croazia con 832, la Slovenia con 1.077 euro.

-Kosovo
Per la costruzione di una autostrada tra Peja e Kijeve, il Kosovo ha ricevuto dalla Banca europea degli investimenti circa 80 milioni di euro, che rappresenta il maggior prestito ricevuto ad oggi. La Bei ha concesso questo prestito per il miglioramento delle infrastrutture, quale spinta a favore di uno sviluppo economico del Paese e della sua integrazione ed avvicinamento al resto dell’Europa.

-Serbia, FCA
A Kragujevac, in Serbia centrale, viene prodotta la Fiat 500L, in uno stabilimento dove la FCA ha investito circa 1,4 miliardi di euro con il risultato che questa sede risulta essere oggi la più moderna ed automatizzata di tutto il Gruppo FCA. Lo stabilimento è di proprietà del Gruppo FCA per il 67%, il rimanente 33% appartiene al governo serbo.

 

(Fonte: AnsaMed)

Richiedete una consulenza ad Alessandro Pasut e se siete interessati ad investire in Serbia,

 cliccate qui!

Share
Pubblicato il serbia | Taggato come | Lascia un commento