Croazia

Alessandro PasutCroazia

Fondi Europei
Nel 2017 la Croazia ha aumentato notevolmente la propria quota di utilizzo dei fondi di investimento europei: il valore dei progetti appaltati è stato di euro 3,7 miliardi. Per il periodo 2014-2020 la Croazia ha a disposizione dai Fondi Europei euro 10,7 miliardi. Il Ministro Gabrijela Zalac ha dichiarato che l’obiettivo, entro il 2020, è di utilizzare il 90% dei Fondi riservati al Paese.
Nuova Legge sugli investimenti
Il Parlamento croato ha approvato una nuova Legge per facilitare i progetti per investimenti di grande importanza, attraverso l’eliminazione di ostacoli burocratici e lo snellimento delle procedure amministrative, quale esempio fra i tanti, il dimezzamento del valore dell’investimento e il dimezzamento del valore delle garanzie prestate.
Proposte progettuali finanziate con Fondi Europei
Il Ministero dell’Economia ha presentato alcune proposte progettuali rivolte ai PMI presenti in Croazia, che intendono migliorare tecnologicamente le proprie attività produttive. Il valore complessivo è di 20 milioni di euro e i progetti dovranno essere presentati entro il 28.12.2018. Il Ministero per lo Sviluppo regionale e Fondi EU ha presentato alcune proposte per un valore pari a 15 milioni di euro, rivolti alla ristrutturazione dell’Ospedale di Zagabria e alla costruzione di alloggi riservati agli studenti universitari di Spalato.

 

(Fonte: I.C.E.)

 

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Slovenia

Alessandro_PasutSlovenia


PIL e produzione industriale:
-Nel 2017 il PIL è aumentato arrivando a sfiorare i 40 miliardi di euro e la crescita economica ha raggiunto quindi il 5%. Questi valori sono stati determinati da un aumento del 10% delle esportazioni, del 5% della domanda di consumi, sia pubblici che privati, e degli investimenti. Nei settori produttivi, hanno registrato un netto aumento sia l’attività edilizia (+ 11%), sia la manifatturiera (+ 13%), che il trasporto (+ 8%), mentre hanno segnato una contrazione il settore agricolo (- 9%) e le attività minerarie (- 3%). L’occupazione è aumentata del 3% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 990.000 addetti.
-Per l’anno 2018 la Commissione Europea prevede una crescita economica del 4,1%, per il 2019 del 3,7%. Il dato del 2017 è stato del 4,85%.
-Rispetto al 2016, nel 2017 i turisti sono aumentati del 13,5%, toccando i 4,8 milioni di presenze.
-Grazie alla procedura statale di risanamento delle banche, i crediti in sofferenza sono sotto controllo e continuano a diminuire: nel secondo trimestre del 2017 sono l’11% di tutti i crediti, mentre nello stesso trimestre del 2016 erano il 16%.
(Fonte: Mercati Esteri)

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Slovacchia e Repubblica Ceca

Alessandro PasutSlovacchia


Bilancia commerciale in crescita.
L’Ufficio di Statistica Slovacco ha pubblicato i dati del 2017: le esportazioni hanno raggiunto i 75 miliardi di euro, mentre le importazioni sono arrivate a 71,8 miliardi, registrando quindi un avanzo di 3,2 miliardi di euro. Solo nel Dicembre 2017 il commercio estero slovacco ha portato un bilancio positivo di 8,5 milioni di euro.
(Fonte: Buongiorno Slovacchia)
Repubblica Ceca
Crescita record.
La Repubblica Ceca conferma l’avanzare positivo dell’economia, registrando una crescita del Pil attorno al 4,5%, l’inflazione al 2,5%, il salario medio a 1100 euro, con il più basso tasso di disoccupazione dell’Unione Europea, attestato al 3,8%. Nel 2017 l’attività industriale è aumentata dell’8%, spinta da settori come apparati elettronici, macchinari ed automotive. La crescita dell’occupazione e della retribuzione media, hanno portato ad un significativo aumento dei consumi delle famiglie, con un particolare interesse verso il “Made in Italy”.
Nel 2017 l’Italia ha aumentato le esportazioni verso la Repubblica Ceca dell’8%, diventando il quinto fornitore, dopo la Cina, la Polonia, la Slovacchia e la Germania. L’interesse degli investitori italiani in Repubblica Ceca si è diretto verso l’industria chimica e dei macchinari, verso il settore della moda e delle calzature; la Toto Costruzioni si è aggiudicata l’appalto per la costruzione di 15 km di autostrada; mentre in Italia il gruppo ceco EPH ha acquisito due centrali a biomasse e nel settore del turismo l’Italia è al secondo posto tra le mete preferite dai turisti cechi.
(Fonte: Ambasciata d’Italia in Repubblica Ceca)

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Serbia

Alessandro PasutSerbia


Una guida ai programmi dell’Unione Europea in Serbia.
La Serbia, potenziale candidato all’ingresso nell’Unione Europea, potrà accedere nei prossimi anni ad un fondo di 1,5 miliardi di euro tramite l’IPA, strumento di assistenza in preadesione; tale finanziamento è stato pensato per sostenere l’integrazione in Europa dei Paesi candidati e per rafforzarne la stabilità. L’Italia è per la Serbia il più importante partner commerciale straniero, con un interscambio di circa 3 miliardi di euro all’anno e con la presenza sul territorio di oltre 600 aziende medio-piccole. Per sostenere la crescita ed affiancare l’attività di queste aziende, l’Ambasciata ha pubblicato una guida che dettaglia in modo esaustivo quali sono i settori oggetto dei fondi dell’UE in Serbia, chi è il funzionario per competenza, quale il suo indirizzo e-mail, quali i fondi IPA disponibili e per quale valore, tutti i dati utili per partecipare ai bandi di gara.
Adrion
Dal 2014 è attivo il programma Adrion, che si pone come obiettivo la cooperazione tra i Paesi che si affacciano sull’Adriatico e sullo Ionio. Vi aderiscono Serbia, Croazia, Slovenia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Albania, Grecia ed Italia. Il budget è di circa 120 milioni, messo a disposizione dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dall’IPA II. I candidati possono essere enti pubblici e privati e organizzazioni internazionali interessati a dare nuove opportunità di lavoro, migliorare l’area riqualificando le strutture esistenti o creandole ex-novo, promuovere il rispetto dell’ecosistema marino.
(Fonte: ambbelgrado.esteri)

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Albania

Alessandro_PasutAlbania


Infrastrutture: Autostrada Tirana – Skopje.
Il Primo Ministro albanese, Edi Rama, ha confermato che i lavori per la costruzione dell’autostrada Arber inizieranno nel 2018. L’autostrada, lunga km 72, collegherà Tirana con Skopje , cioè l’Albania con l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, risolverà i problemi di molti cittadini che transitano lungo questa direttrice non solo per lavoro ed avrà evidenti ripercussioni positive per l’economia della zona.
Questo progetto fa parte di una serie di investimenti decisi dal Governo, all’interno del programma “Piano di un miliardo di euro”, che si basa su investimenti pubblici e privati.
L’opera dovrà essere completata entro 46 mesi, costerà 250 milioni di euro, verrà garantita la manutenzione per dieci anni da parte della società costruttrice, che incasserà un pedaggio di 4 euro per auto, per riuscire a rientrare di quanto investito.

(Fonte: Exit.al)

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Croazia, Romania

Alessandro PasutCroazia

Entro la fine del 2018 verrà inaugurata in Croazia, a Draskovec, la prima centrale geotermica d’Europa .
Il progetto del valore di circa 70 milioni di euro è in parte sostenuto dal programma NER300: strumento finanziario promosso dalla Banca Europea, dagli Stati Membri e dalla Commissione Europea, a favore di tecnologie innovative per le energie rinnovabili e lo stoccaggio di anidride carbonica.

Questo progetto è il primo approvato in Europa Centrale ed Orientale.

La centrale produrrà energia elettrica pulita e stabile.

Romania

In Romania la vendita di OTC (Over The Counter), farmaci da banco, ha registrato nel 2017 un vero e proprio un boom, con un aumento di circa il 25%, arrivando ad un valore che sfiora i 13 milioni di euro.

Si tratta in genere di farmaci che non prevedono ricetta medica, di integratori alimentari, vitamine e tutto ciò che riguarda la cura della persona, compresi i prodotti cosmetici.

Il primo posto nelle vendite spetta ai prodotti per la cura della persona, in netto calo, invece, i prodotti per la cura dei sintomi dell’influenza e del raffreddore.

 

(Fonte: I.c.e.)

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Serbia

Alessandro PasutSerbia


Sergey Kupryanov, rappresentante della “Gazprom”, ha ufficializzato i preparativi per la costruzione della nuova linea del progetto “Turkish Stream”, che porterà in Europa il gas russo passando per la Turchia, la Bulgaria e l’Ungheria. In realtà pare che i lavori siano già iniziati con la posa di 25 km di tubazioni.
Contemporaneamente i vertici della Gazprom stanno stringendo accordi con i Paesi Balcanici, in particolare Serbia, Bulgaria e Ungheria, cercando di definire chi gestirà la costruzione ed il finanziamento del gasdotto e chi gestirà il transito del gas, dato che le leggi della UE vietano che sia una sola figura a gestire entrambi gli aspetti.
Dal canto suo, Eliza Putnikovic, rappresentante del settore energetico per la Serbia, ha espresso chiaramente che la soluzione ideale sarebbe che la Gazprom finanziasse la costruzione e che la Serbia restituisse il finanziamento attraverso gli utili ricavati dal transito del gas nel suo territorio.
(Fonte: S.N.)

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Kazakistan

Kazakistan


Lo scorso 10 giugno si è inaugurata ad Astana, capitale del Kazakistan, l’Expo Internazionale 2017, esposizione focalizzata sul tema delle energie rinnovabili, in particolare sui riflessi ambientali che la produzione di energia ha, sulle soluzioni alternative finora sviluppate, sulla mancanza di acceso all’energia  tuttora presente in alcune zone della Terra. Partecipano un centinaio di Paesi, varie organizzazioni internazionali e gli sponsor sono del calibro di Samsung, Cisco, Shell, Enel, Eni.
Si prevede che l’Expo verrà visitata da vari milioni di persone che daranno grande impulso al settore turistico; ci sono i rappresentanti di molte testate giornalistiche internazionali e il risvolto mediatico sarà di grande impatto e questa di certo è per il Kazakistan una grande occasione per farsi conoscere al mondo intero e continuare il progetto di inserimento nella politica internazionale, iniziato già da un decennio, e che ad oggi ha permesso al Paese di accedere all’ ONU, OSCE e WTO.
Il Kazakistan si è posto l’obiettivo di entrare a far parte, quanto prima, dei Paesi maggiormente sviluppati lasciandosi alle spalle l’attuale situazione che lo vede economicamente e politicamente in posizione di subalternità. Cercherà di giungere ad accordi con più Paesi, sia europei che asiatici, presentandosi in veste di mediatore e questa Expo, che durerà fino a settembre, è sotto ogni punto di vista un ottimo punto di partenza.
(Fonte: www.ITL.org)

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Serbia

Alessandro PasutSerbia

Nello scorso mese di Maggio si è tenuto l’incontro annuale sulla politica economica, a cui hanno partecipato i rappresentanti degli Stati membri dell’Unione Europea, della Turchia, dei Balcani, della BCE, della CE, e delle banche centrali dei vari Paesi presenti.

L’incontro si è concluso con un report dedicato a ciascun Paese, con l’obiettivo di migliorare la competitività e la stabilità economica degli stessi.
In particolare, per la Serbia, sono state presentate alcune raccomandazioni specifiche, riferite alle auspicabili riforme strutturali e alla creazione di un migliore contesto adatto alla crescita del business, anche alla luce della ricerca di nuovi posti di lavoro:
-ridurre il disavanzo di bilancio nel 2017
-avviare la riforma delle imprese statali
-potenziare la riforma della amministrazione tributaria
-attuare la strategia per la risoluzione dei prestiti non performanti
-promuovere l’uso del dinaro
-privatizzare le due grandi banche statali
-aumentare l’efficienza del settore energetico
-migliorare l’ambiente imprenditoriale anche facilitando l’accesso agli strumenti finanziari
-stimolare lo sviluppo del settore privato anche attraverso l’introduzione dell’apprendimento nell’istruzione.

(Fonte: Ice)

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Tunisia – Investimenti esteri

Alessandro PasutTunisia
Investimenti esteri

Fadhel Abdelkefi, ministro per lo Sviluppo, gli Investimenti e la Cooperazione Internazionale ha da poco presieduto a Tunisi un convegno organizzato dalla Camera di Commercio Tunisino-Francese; di rilievo è stato l’annuncio dell’avvio entro fine anno di un Consiglio formato da Camere di Commercio rappresentative di vari Paesi, con l’obiettivo di diventare punto di riferimento a cui rivolgersi per investimenti in tutti i settori.

Da precisare che oggi la Tunisia sta cercando di incrementare la presenza di investimenti esteri nel settore energie rinnovabili e fossili. Nel recente passato le difficoltà sono state importanti, ma ora gli investimenti stanno decollando. Nel primo trimestre del 2017, gli investimenti esteri in Tunisia sono aumentati del 18% rispetto allo stesso periodo del 2016, mentre gli investimenti nei settori industriali stanno registrando un aumento trimestrale del 60%, pari a 54 milioni.

Nel settore industriale sono presenti la Francia, l’Italia e l’Inghilterra, mentre il Qatar risulta essere il principale investitore nel settore dei servizi. Ancora poco appetibile il settore dell’agricoltura.
(Fonte: Ansamed)

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