Aumenta l’imprenditoria italiana in Brasile

Presenza italiana. Secondo una notizia diffusa da Milano Finanza, a fine settembre, si contavano 585 aziende attive negli stati di San Paolo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, Paranà, Rio Grande do Sul, Spirito Santo e Santa Catarina. Ciò significa un incremento del 50% rispetto alle 389 imprese registrate a fine 2010. E non ci sono soltanto grandi società quali Fiat, Pirelli, Telecom, Campari, Eni, Ferrero, Luxottica, Prysmian, Finmeccanica, Impregilo, Barilla, Brembo, Danieli, Esaote, Marcegaglia, Lavazza, Technogym, Ferretti, Azimut Benetti e Intesa Sanpaolo, ma anche numerose piccole e medie imprese che hanno compreso l’importanza dell’internazionalizzazione, scommettendo sul Brasile. Un trend che ha spinto l’ambasciata italiana di Brasilia ad analizzare il fenomeno per comprenderne la portata strategica e al contempo per avviare sempre più stretti scambi commerciali.

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A proposito di Alessandro Pasut

Alessandro Pasut è un professionista dell’impresa, costruttore di competitività, tessitore di relazioni economiche fra l’Italia ed il Centro Europa, in una prospettiva di sviluppo globale.
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