Tunisia

Alessandro PasutTunisia
Coltivazioni di ricino.

Il ricino è una pianta tipica della Tunisia, molto forte, in grado di reggere il clima caldo-secco della regione e di usufruire dell’acqua , medio- salina, presente nelle falde acquifere.

Da qualche anno la Tunisia ha promosso tale coltivazione, soprattutto nelle aree pre-desertiche, con lo scopo non solo agricolo, creando lavoro in zone depresse, ma anche come barriera alla crescente desertificazione.

La coltivazione del ricino ha richiamato l’attenzione internazionale, perché ci si può ricavare un biocarburante sostenibile, un olio vegetale a basso impatto, che, tra l’altro, andrà a sostituire l’olio di palma, invece ritenuto a forte impatto ambientale e che entro il 2030 non potrà più essere usato.

Questa produzione semi industriale è iniziata in via sperimentale nella zona di Gafsa.

Ora è stato siglato un accordo tra la SNDP, Societè National de Distribution des Pétroles e l’ENI, che collaboreranno allo sviluppo di questa coltivazione.
L’Università di Catania e il Technopolo Borj Cedria di Tunisi hanno analizzato la fattibilità di tale progetto, sia sotto l’aspetto agronomico che geologico.

(Fonte: Ansa.it)

 

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Albania

Alessandro PasutAlbania


Banca Mondiale, FMI, Deloitte: stime di crescita.
Per il 2019 la Banca Mondiale ha stimato la crescita ad un 2,9%, nettamente inferiore al 3,7% previsto, e ciò a causa della crisi del settore energetico. Per il periodo 2020-2021 la Banca Mondiale ha previsto una crescita media del 3,5%.
Seconda “big” della finanza mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, ha ridotto la crescita economica dell’Albania dal 3,7% previsto ad un 3%, legando tale valore alla crisi energetica ed ai mancati intriti dovuti alla chiusura del settore del gioco d’azzardo. Questi dati sono stati confermati dall’Istat del Paese. Per il periodo 2020-2024 il Fondo Monetario Internazionale ha previsto una crescita del 4%: percentuale più ottimistica di quella della Banca Mondiale.
La terza “big” della finanza mondiale è la Deloitte, società di revisione e consulenza presente a livello internazionale, con una sede anche a Tirana. Per l’Albania ha pubblicato un dossier, che prevede per il 2019 una crescita del 3,4%, con un tasso annuo medio di crescita del 3,6% fino al 2023.

Dato molto interessante è che l’Albania, all’interno dell’area dei Balcani, si trova al secondo posto come economia, superata dal Kosovo, che registra una crescita del 4%. Nel 2020 si teme che la Serbia superi l’Albania.

 

(Fonte: Albania News)

 

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Croazia

Alessandro PasutCroazia
Economia
Dal 2014 l’economia della Croazia è in crescita, con un PIL che riporta valori superiori a quelli della media europea: nel 2016 è cresciuto del 3,5%, nel 2017 del 2,9%, nel 2018 del 2,6%. Ciò che ha contribuito a questo trend è stato l’aumento degli investimenti e dei consumi da parte dei privati, l’aumento dell’occupazione, con conseguente maggior disponibilità reddituale dei nuclei familiari, maggior elasticità delle banche nella concessione di finanziamenti a condizioni vantaggiose.
E’ migliorato anche il mercato del lavoro, pur presentando, come nel resto dell’Europa, una situazione critica verso l’occupazione giovanile. L’inflazione è all’1,5% annuo, mentre è in decrescita il debito pubblico. Da specificare che il 20% del PIL è dato dal settore turismo, principalmente dall’estero.

Nota negativa relativa alla bilancia commerciale, dove le esportazioni sono aumentate del 3,7%, mentre le importazioni sono aumentate dell’8,3%, registrando un saldo negativo, causato dal calo di esportazioni verso i Paesi extra UE.
La Commissione Europea ha ufficializzato le previsioni per il 2019, che vedono il PIL crescere del 3%, e per il 2020 del 2,8%. Il settore dei servizi, in particolare quello del turismo, rimane quello trainante, accanto al consumo del privato che sosterrà la crescita economica.

(Fonte: IME)

 

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Montenegro

Alessandro PasutMontenegro


Agevolazioni per investire a Podgorica
Il Comune di Podgorica ha approvato un programma di investimenti a favore di aziende interessate a stabilirsi sul suo territorio. In questi ultimi anni la capitale ha visto crescere l’interesse di investitori stranieri e gli effetti si sono già fatti sentire: gli abitanti sono passati in pochi anni da 50.000 a 200.000 e le prospettive di sviluppo economico sono molto promettenti.

Il Comune offrirà, alle aziende interessate ad attivare una unità produttiva, l’uso gratuito del terreno per 99 anni, si prenderà carico dei costi di urbanizzazione e offrirà consulenza gratuita da parte del personale del settore tecnico amministrativo. La capitale si trova all’interno di un territorio che offre un’importante e vasta pianura, percorsa da molti fiumi e circondata da colline. Il terreno è ricco e fertile e ben collegato sia con rete ferroviaria, che con autostrade e con un aeroporto adeguato. Altro aspetto importante è che le principali vie di comunicazione si estendono dalla Serbia verso il mare e dalla Bosnia-Erzegovina verso l’Albania, facilitando i trasporti in ogni direzione.

Due sono le zone dedicate dal Comune a questo piano di sviluppo: una zona agroindustriale, di oltre 43 ha, dove si possono creare attività agricole e commerciali, lavorazione di frutta e verdura, produzione e vendita di carne e salumi, piccole industrie di dolciumi e pane, produzione di prodotti lattiferi; una zona industriale, di circa 40 ha, suddivisa in sette zone, dove si possono sviluppare aziende operanti nei settori chimico, farmaceutico ed elettronico.

Ogni azienda avrà la possibilità di ampliare la propria unità operativa a seconda della necessità.
(Fonte: NewMontenegro)

 

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Albania

Alessandro PasutAlbania


-Costo del lavoro.
In questi ultimi decenni molte aziende straniere hanno deciso di trasferire la propria attività o di aprire una succursale in Albania, soprattutto aziende operanti nel settore tessile e calzaturiero. Una delle principali ragioni è sicuramente la competitività del costo del lavoro. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Instat, l’Istituto di Statistica Albanese, la paga oraria è di 2,5 euro, cioè dieci volte inferiori alla paga oraria media dell’Unione Europea, mentre il salario mensile nel 2018 è stato di 210 euro. Dati che mettono l’Albania al gradino più basso dell’Europa ed anche dei Balcani, ad esempio in Serbia si attesta intorno ai 310 euro al mese. Anche in Montenegro ed in Macedonia il salario mensile è più alto di quello albanese, rispettivamente 290 euro e 280 euro.
-Turismo
I dati forniti dal World Tourism and Travel Council hanno confermato che l’Albania si sta trasformando in una meta turistica sempre più ambita e gli effetti positivi su tutte le attività legate al settore turistica si sono già fatti sentire. Nel 2019 sono previsti 5,5 milioni di turisti stranieri, presenze che potrebbero arrivare a 6,5 milioni entro il 2028. Il turismo sta quindi contribuendo al 27 % del Pil, percentuale in costante crescita. Solo nel 2018 si sono creati 280000 nuovi posti di lavoro. Ma quali sono i principali turisti stranieri presenti nel Paese? Ci sono turisti dall’Italia, dal Kosovo, dalla Grecia, dal Montenegro e dalla Macedonia. Gli italiani sono i turisti che spendono di più, circa 80 euro a persona al giorno, mentre i turisti dal Kosovo spendono in media 43 euro al giorno a persona.
(Fonte: Albania News)

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Malta

Malta

Malta, una bellissima isola nel centro del Mediterraneo, da sempre luogo d’incontro della cultura araba, anglosassone e mediterranea. Calamita per il turismo, ma anche per gli investitori stranieri, grazie ad un sistema fiscale trasparente, snello e volto ad incentivare la creazione di nuove imprese e nuovi posti di lavoro.

L’economia maltese sta crescendo costantemente negli ultimi sette anni. I settori che più hanno evidenziato questa crescita economica sono stati quello marittimo, il farmaceutico e quello dell’ICT, settori nei quali sono presenti nell’isola importanti aziende italiane.

Qui ogni anno prendono bandiera maltese nuovi 300 yacht di lusso; da decenni la flotta di navi mercantili e porta container è la più grande d’Europa come tonnellaggio; ogni anno vengono rilasciate oltre 400 nuove licenze ad operatori nel settore giochi on line.
Le persone fisiche e le società versano un’imposta con un’aliquota massima del 35%; manca la tassa patrimoniale; manca la tassa di proprietà; l’Iva (VAT) è al 18%. La scelta di un sistema fiscale “leggero” è stata fatta con la certezza di disincentivare l’evasione fiscale e i risultati raggiunti ne hanno dato conferma.
Chi risiede a Malta verserà le imposte su tutti i redditi ovunque prodotti. Chi non risiede verserà le imposte sui redditi prodotti sull’isola. Chi vi risiede temporaneamente, verserà le imposte solo sui redditi prodotti sull’isola e solo per il periodo di residenza.
Il trattato con l’Italia contro la doppia imposizione è stato firmato nel 1985.
La residenza fiscale è determinata dalla residenza fisica effettiva, che deve corrispondere a più di 183 gg, anche non continuativi.

(Fonte: Lavorare all’estero.it)

 

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Arabia Saudita

Alessandro PasutArabia Saudita


Mohamed Bin Salman, il principe ereditario, ha attuato molte riforme, alcune in campo sociale, altre in campo economico. Tra queste ultime, la maggior trasparenza è la principale, necessaria perché il Paese ha bisogno di attrarre capitali stranieri, per riuscire a concretizzare l’importante progetto di rendere il regno meno dipendente dal petrolio, investendo quindi gran parte delle risorse economiche in energie alternative.

Si tratta della costruzione, nel deserto saudita, del più grande impianto fotovoltaico del mondo, che verrà realizzato da Mohamed Bin Salman e Masayoshi Son, miliardario giapponese, potenza nei settori delle tecnologie informatiche e telecomunicazioni. L’impianto, entro il 2030, produrrà 200 Gigawatt e prevede un investimento di oltre 200 miliardi di dollari.
Allo Stato saudita appartiene la Sabic, società petrolchimica, e la Saudi Aramco, compagnia petrolifera che nello scorso anno ha realizzato un utile netto di 111 miliardi di dollari, cioè un importo superiore a quello di Exxon Mobil, Google e Apple sommati insieme.

La Saudi Aramco è al primo posto, a livello mondiale, nella produzione di petrolio. Le sue riserve sono di 227 miliardi di barili di petrolio e 257 miliardi di barili di idrocarburi.
Entro il 2021 la Saudi Aramco verrà quotata in borsa, e il 5% del suo capitale verrà collocato per realizzare 100 miliardi di dollari da reinvestire principalmente nell’impianto fotovoltaico di cui sopra ed altri progetti extra settore petrolifero.

(Fonte: B.I.I.)

 

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Albania

Alessandro PasutAlbania


-Occupazione: Lavoro in nero.
La Banca Mondiale ha pubblicato il rapporto 2019 focalizzato sull’analisi della situazione del lavoro nei Balcani.
Mentre in Serbia si registra un netto miglioramento generale, sia l’Albania che il Montenegro presentano ancora notevoli difficoltà nella regolarizzazione dei lavoratori. In particolare, negli ultimi anni, in Albania, il 37% degli occupati (un lavoratore su tre) lavora in nero, e fra questi, il 50% sono lavoratori autonomi, quasi tutti appartenenti al settore agricolo, che è il segmento occupazionale con minor produttività. L’Istituto di Previdenza Sociale ha lanciato l’allarme: tutti questi lavoratori in nero riceveranno una pensione minima o nulla, con il rischio, quindi di vivere la vecchiaia in povertà.
-Kukes: Riqualifica dell’aeroporto.
Il Ministro delle Infrastrutture e dell’Energia ha annunciato l’entrata in vigore del contratto di concessione, della durata di 35 anni e con un valore di otto milioni di euro, per la riqualificazione dell’aeroporto di Kukes.
Tale progetto darà lavoro ad oltre 200 persone e ne beneficerà anche tutta l’area adiacente. Ben cinque compagnie low cost hanno dimostrato interesse verso il nuovo aeroporto: Vueling, Pegasus, Ryan Air, Easy Jet, Wizz Air. Data la sua ottima posizione geografica, si prevede che diventerà un aeroporto di collegamento con il Kosovo, la Macedonia ed il Montenegro e che vi transiteranno più di 300 mila persone all’anno.
(Fonte: Albanianews.it)

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Albania

Alessandro PasutAlbania
Rapporto della Commissione Europea: previsioni di crescita.
L’Albania fa parte dei Paesi in attesa di entrare a far parte dell’Unione Europea. La Commissione Europea ha pubblicato i dati relativi al 2018 ed ha confermato che sia per il 2019 che per il 2020 prevede che l’Albania avrà una crescita economica pari al 3,9%.
Dai dati del terzo trimestre del 2018, si rileva che l’occupazione generale ha registrato una crescita dell’1,8%, mentre il settore privato ha registrato una crescita del 7,5%.
Per quanto riguarda la politica monetaria della Banca Centrale d’Albania, la stessa acquista valuta estera, per contrastare il maggior valore della moneta locale, il lek, nei confronti dell’euro: nel 2018 il lek aveva, nei confronti dell’euro, un maggior valore del 7,36%, rispetto all’anno precedente.
Entro il 2020 l’inflazione sarà al 3%.
Nel 2018 il debito pubblico è al 65,5% del prodotto lordo.
Il Governo prevede una crescita del Pil al 4,4% entro il 2020, ma il rapporto dell’Onu è meno ottimista, stimando la crescita del Pil al 3,8%: una delle cause di tale rallentamento è stata imputata alla diminuzione degli scambi commerciali con i Paesi dell’Unione Europea, problema presente anche in altri Paesi della regione baalcanica.
(Fonte: Albania News)

 

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Bulgaria

Alessandro_PasutBulgaria


L’Unione Europea ha destinato alla Bulgaria, per il periodo 2014-2020, circa 10 miliardi di euro, da impiegare per l’aumento dell’impiego e per supportare uno sviluppo imprenditoriale, dinamico ed innovativo. In questi ultimi anni il Governo bulgaro ha saputo tenere sotto controllo l’inflazione e la spesa pubblica ed il Pil è in crescita.

Le società versano una flat tax del 10%, che rimane una delle più favorevoli in UE e, se presenti in aree periferiche, godono di incentivi fiscali ed esenzioni IVA. La manodopera è altamente specializzata e il suo costo orario è tra i più bassi in UE. I giovani parlano tutti una seconda lingua, l’inglese, e la maggior parte una terza.
Per un investitore straniero risulta interessante il settore dell’ortofrutta e della zootecnia, sia perché settori tecnicamente ancora molto arretrati, sia per la grande disponibilità di terreni di ottima qualità. Le aziende bulgare, sempre di più, importano macchinari speciali per innovare la propria catena produttiva.
Che cosa esporta l’Italia in Bulgaria.
Abbigliamento: abiti confezionati, camice, biancheria, borse, pelletterie
Prodotti per la pulizia: detergenti e saponi
Fertilizzanti
Alimentari: Caffè, Carni conservate, Ortaggi e frutta, freschi e/o lavorati e conservati, semi oleosi, barbatelle di viti, Prodotti lattiero caseari, Prodotti da forno, dolciumi e pasta, Birra, Olio di oliva evo
Alcolici distillati e vino
Macchinari ed autoveicoli
(Fonte: I.m.e.)

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