Il Ministero dei Trasporti ha pubblicato la bozza del piano generale di investimenti previsti nel settore dei trasporti fino al 2022. Tra gli investimenti ci sono anche progetti come ad esempio le autostrade nel perimetro Gilau – Bistrita – Dej – Targu Mures e l’autostrada che collega Bucarest e la città di Alexandria (50 km da Bucarest). Il primo ministro ha dichiarato che la strategia di costruzione delle autostrade mira a creare un’infrastruttura in grado di collegare entro il 2018 le province storiche della Romania. Secondo i dati diffusi dal ministro dei Trasporti, il livello di assorbimento dei fondi UE erogati attraverso il programma di infrastrutture di trasporto (POS -T) avevano raggiunto lo scorso anno la cifra di 923 milioni di euro. Di questi, la Compagnia Nazionale di Autostrade e Strade Nazionali (CNADNR) ha speso 559 milioni. La Compagnia delle Ferrovie (CFR) ha assorbito 299 milioni di euro (di cui 65 milioni per progetti Metrorex) mentre i restanti 64 milioni sono stati assegnati al settore navale.
Romania: codice tributario
Imposte sul reddito delle persone giuridiche. Gli oneri riconducibili agli adeguamenti tra il valore nominale ed il costo di acquisto di attività precedentemente acquistate sono considerati deducibili. Le modifiche al codice tributario forniscono informazioni dettagliate sulla documentazione che le società romene devono presentare per poter beneficiare dell’esenzione dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche romene per i dividendi ricevuti da una società estera. Le modifiche alle norme contengono alcuni chiarimenti riguardanti la presentazione della dichiarazione dei redditi ed il pagamento delle imposte da parte di società straniere per reddito derivante da beni immobili situati in Romania e per la vendita di titoli detenuti in società romene; l’imposta sul reddito dovuta da parte dei contribuenti che optano a favore di un anno imponibile diverso dall’anno civile e l’imposta sul reddito dovuta dalle micro-imprese nel caso della cessazione dell’attività.
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Bosnia: investimenti e imprese
Il ministro dell’agricoltura, delle acque e delle foreste del Cantone del Herceg-Bosna ha firmato con un’impresa di origine italiana, un contratto di affitto di un terreno agricolo nel comune di Bosansko Grahovo. Il contratto ha una durata di 10 anni e riguarda l’affitto di 344 ettari di terreno agricolo per un corrispettivo di 24.000 euro all’anno (l’80% del quale spetterà al comune e il 20% al Cantone). L’impresa ha deciso di affittare il terreno nel Cantone bosniaco al fine di produrre cereali biologici puri come mangime per le galline ed ottenere uova di alta qualità.L’investimento complessivo sarà di 1,5 milioni di euro ed è prevista anche la costruzione di una fattoria e di una fabbrica per la produzione di mangimi.
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Repubblica Ceca: importazioni e interscambio
Nel 2013 il volume dell’interscambio commerciale tra l’Italia e la Repubblica Ceca è salito a 224,9 miliardi di corone, con un aumento del 3,56% su base annua. Le importazioni dall’Italia in Repubblica Ceca hanno registrato una crescita del 3,65%, totalizzando un valore complessivo per quasi 111 miliardi di corone. Le esportazioni verso l’Italia hanno mantenuto un ritmo di crescita sopra la media, per un totale di quasi 114 miliardi di corone ed una crescita su base annua del 3,26%. Rispetto al 2003, le esportazioni sono quasi raddoppiate. Quasi la metà delle esportazioni ceche verso l’Italia sono formate da macchinari e mezzi di trasporto, il cui export ha superato i 50 miliardi di corone, cui si aggiungono alti 10 miliardi per beni industriali. La stessa composizione si osserva anche per l’import ceco dall’Italia, che segna 40 miliardi per macchinari e mezzi di trasporto e 12,6 miliardi per i beni industriali. Una buona posizione è occupata anche dai prodotti dell’industria chimica (14,1 miliardi di corone) e dal settore agroalimentare, con quasi 9 miliardi di beni importati.
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Slovacchia: società a responsabilità limitata
Il Ministero della Giustizia ha preparato un emendamento finalizzato ad apportare alcune modifiche al Codice del Commercio in merito al funzionamento delle società a responsabilità limitata (s.r.l.) e delle società anonime (s.a.) per ridurre il rischio di impresa. Attualmente i soci versano nella società un deposito minimo, mentre la restante parte del capitale viene imputato alla società sotto forma di prestito. Operando in questo modo, nel caso di un fallimento societario, i creditori potranno rivalersi solamente sui depositi minimi “iniziali“ e non sull’intero patrimonio. Le modifiche previste dal Ministero mirano a sanzionare una simile pratica. Le modifiche previste dal Ministero, obbligheranno gli azionisti e i soci a sopportare un certo rischio economico, che in questo momento è assente.
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Belgio: fatturazione elettronica
Fatturazione elettronica: la nuova circolare si sofferma ampiamente sui commenti concernenti i concetti di “controlli di gestione”. La fattura, se rilasciata su carta o elettronicamente, deve essere considerata nel più ampio contesto delle attività svolte. L’Amministrazione ribadisce in particolare che i soli mezzi tecnologici, come EDI e firma elettronica, non sono più sufficienti a provare l’autenticità di un’operazione e che occorrono invece prove documentate dai controlli di gestione.
La scelta dei metodi di controllo della gestione e della loro applicazione è lasciata al contribuente e dovrebbe comunque essere conforme al tipo di attività svolta, ai fatturati ed alla dimensione dell’impresa. L’Amministrazione fiscale tuttavia fornisce indicazioni e suggerimenti chiari a tale riguardo. Si fa riferimento ai controlli informatici generali, alla possibilità di fare ricorso ad un revisore dei conti esterno oltre all’autocontrollo e la rispettiva documentazione.
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Serbia: settore energetico
Settore energetico: la Direzione della “Elektroprivreda” della Republika Srpska (Ers) ha illustrato gli obiettivi del progetto delle idrocentrali sul fiume Drina (al confine tra la Republika Srpska e la Serbia) dal nome “Srednja Drina”, sottolineando che si tratta di un investimento di 870 milioni di euro che prevede la costruzione di tre idrocentrali da ultimare entro il 2020.
Il progetto dovrebbe essere realizzato congiuntamente dai Governi della Republika Srpska e della Serbia con il Governo italiano, come partner strategico, sotto la condizione che l’energia prodotta venga esportata in Italia. In questo progetto il 51% sarebbe detenuto dal partner italiano e il restante 49% dai due Governi della Republika Srpska e della Serbia in pari percentuali.
Le tre centrali idroelettriche saranno situate tra le città di Bajna Basta e Visegrad, con una potenza complessiva installata di 321 megawatt ed una produzione annuale di 1.196 gigawatt/ora di energia elettrica. La collaborazione tra il Governo serbo e quello italiano nell’ambito energetico è iniziata nel 2009.
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Repubblica Ceca: imprese e sistema di pagamento
Il primo gennaio 2014 è entrato in pieno vigore il sistema di garanzie del pagamento dell’IVA. Tale sistema è stato introdotto in aprile 2013, ma le autorità fiscali hanno posticipato l’entrata in vigore di una parte del dispositivo. Dal 1° gennaio del 2014 quindi il cliente – persona giuridica è garante del pagamento dell’IVA per versamenti superiori a 700.000 corone effettuati su un conto non registrato presso le autorità fiscali. In questo caso le autorità fiscali potranno rivalersi per il pagamento dell’IVA sul cliente, qualora il fornitore non saldi l’imposta dovuta. Rimane in vigore il medesimo meccanismo di garanzie anche per i pagamenti alle imprese iscritte nel Registro dei pagatori inaffidabili dell’IVA. L’introduzione del dispositivo delle garanzie per il pagamento dell’IVA è stato ripetutamente criticato dalle associazioni imprenditoriali, secondo cui la garanzia, soprattutto per il pagamento su un conto non registrato, rappresenta un aggravamento del carico amministrativo. In seguito alle critiche ricevute, il dispositivo è stato emendato e la garanzia obbligatoria scatterà soltanto per i pagamenti superiori a 700 mila corone.
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Romania: investimenti e crescita del mercato
Investimenti diretti
Uno studio realizzato dall’ABSL (Associazione dei Leader nel settore dei Servizi per gli Affari) e la società di consulenza KPMG ha rivelato che il mercato romeno dei servizi di esternalizzazione ha un valore di circa 500 milioni di euro e occupa circa 20.000 persone. Secondo l’ABL la Romania è al nono posto nel mondo e al secondo in Europa Centro Orientale come destinazione preferita per le aziende del settore dei servizi per affari. Si tratta qui di uno dei settori più dinamici dell’economia romena con un tasso medio annuo di crescita del 20% negli ultimi tre anni mentre si stima per i prossimi tre anni un tasso del 30%. Negli ultimi anni, numerose compagnie multinazionali hanno aperto almeno un centro operazionale in Romania. Le persone assunte da queste aziende hanno un’alta qualifica, parlano lingue straniere e l’80% di loro hanno un master o una certificazione internazionale. Fra le aziende fondatrici dell’ABSL sono Genpact, HP, Microsoft, Office Depot, Wipro, WNS. I membri dell’associazione hanno un fatturato di 200 milioni di euro ed oltre 8.000 addetti. In Romania, lo stipendio di un addetto nelle aziende di outsourcing parte da 300-400 Euro.
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Croazia: investimenti diretti
Investimenti diretti
Secondo la Banca Nazionale Croata, nel periodo compreso fra il 1993 ed il terzo trimestre 2013 (ultimi dati disponibili) l’ammontare degli investimenti diretti esteri effettuati in Croazia (stock) è stato di 27,14 miliardi di euro, di cui 1,066 miliardi nel 2012 e 530,5 milioni di euro nel periodo gennaio-settembre 2013. Nell’arco temporale 1993-3° trimestre 2013 il principale investitore risulta essere l’Austria (26,8%), seguita dalla Germania (12,2%), dai Paesi Bassi (11,8%), dall’Ungheria (8,9%), dal Lussemburgo (6,4%) dalla Francia (5,1%) e dall’Italia (4,8%).
I dati divulgati dalla Banca Centrale della Croazia, che considerano i flussi finanziari provenienti direttamente dall’Italia, mostrano per il periodo tra il 1993 ed il 3° trimestre 2013, uno stock di investimenti diretti pari a 1,326 miliardi di euro, posizionando l’Italia al settimo posto nella graduatoria dei paesi investitori, con il 4,9% del totale degli investimenti diretti esteri. Nei soli primi nove mesi del 2013 l’Italia, con 40,9 milioni di euro investiti, risulta il quarto investitore in Croazia preceduta dall’Austria (181,6 milioni di euro), dalla Germania 66,4 milioni di euro) e dal Lussemburgo (45,1 milioni di euro).

