Albania

Alessandro PasutAlbania


La Commissione Parlamentare Economica albanese ha promosso varie misure per superare le difficoltà economiche causate dall’epidemia Covid-19, sia per i cittadini che per le imprese. Ha stanziato circa 56 milioni di euro per i dipendenti del settore privato e un’ulteriore garanzia per le imprese albanesi e/o di diritto albanese.
Organismi finanziari internazionali prevedono una rapida ripresa nel 2021 e un clima generale molto interessante per gli investitori stranieri, tale da confermare il trend di crescita degli ultimi anni. Il PIL ritornerà ai valori pre-Covid, con una crescita del 8,7%; aumenteranno gli investimenti dei privati e i consumi.
E’ evidente che la gestione economica del Paese sia in continuo miglioramento e il “fare business” è supportato da grande semplicità sia nell’avviare un’attività che nel commercio transfrontaliero e nell’accesso ai finanziamenti bancari. Le banche sono quasi tutte straniere.
La Legge sugli IDE, del 1993, è stata più volte modificata, proprio per venire incontro agli investitori e garantisce tutte le persone fisiche e giuridiche straniere che lavorano nel Paese, in ogni settore, senza dover richiedere autorizzazione governativa e preventiva.
Il primo passo per iniziare un’attività imprenditoriale è accedere al Centro Nazionale di Business, che è un’istituzione del Ministero dell’Economia.

La tassazione sugli utili delle imprese è al 15%, quella sulle persone fisiche è al 23%. L’Iva ha un’aliquota del 20%, ma ne sono escluse le aziende che fatturano meno di 40 mila euro all’anno. Le principali forme societarie sono la Sh.p.K., che corrisponde alla nostra società a responsabilità limitata; la SA, società pubblica con capitale minimo di 28 mila euro e la Sh.A., con capitale sociale comune.

Si è operativi dopo la presentazione di pochi documenti e l’apertura di un conto corrente.
(Fonte: Instat, BCA, WB, Ocse)

 

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Romania

Alessandro PasutRomania


“Green-Hydrogen – Blue Danube”. Il Ministero dell’Energia, le società romene Fondul Proprietatea e Hidroelectrica, e la società austriaca Verbund hanno firmato un memorandum per la approvazione del progetto di produzione di idrogeno green in Romania, per mezzo della elettrolisi dell’acqua. L’idrogeno verde verrà trasportato, lungo il fiume Danubio, e consegnato all’Austria, alla Germania, alla Repubblica Ceca, alla Bulgaria, all’Ungheria, al Montenegro, alla Slovacchia, alla Moldavia, all’Ucraina ed alla Serbia, cioè i Paesi aderenti al programma Interreg.
“Cybersecurity”. Il Centro Europeo per la Sicurezza Informatica ha sede a Bucarest ed è la prima istituzione dell’UE ad aprire nella capitale. Il suo focus è la gestione degli investimenti nel campo della cyber-security e sta impiegando 40 specialisti provenienti da ogni parte dell’Europa e selezionati dalla Commissione Europea, che sviluppano prodotti tecnologici e soluzioni a problemi inerenti la sicurezza informatica. Per il 2021 è previsto un impiego di circa 100 esperti.
“Settore immobiliare”. La Cushman & Wakefield Echinox, società di consulenza immobiliare, ha pubblicato i dati relativi agli investimenti in attività immobiliari nel 2020: il volume totale è stato di 914 milioni di euro, con un incremento del 27,5% rispetto all’anno precedente, mentre nel totale degli altri Paesi dell’UE si è avuto un calo del 29% rispetto all’anno precedente. I settori trainanti sono stati quello industriale e logistico, quello degli uffici, il settore retail e hotel.
“Mercato della moda online”. La società Glami, del gruppo InspiGroup, ha ufficializzato i dati relativi al settore della moda online: nel 2020 le vendite sono aumentate del 40,1%, dato sicuramente motivato dal cambiamento di abitudini degli utenti a causa del lockdown. Per l’anno in corso la stima è di un aumento del 20%, pari ad un miliardo di euro, importo che dovrebbe raggiungere entro il 2023 1,2 miliardi di euro. Per la fine del 2024 si stima che la vendita on line di articoli di moda supererà il 30% del mercato totale.
(Fonte: I.c.e., zfcorporate, agerpres)

 

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Uruguay

Alessandro PasutUruguay


L’Uruguay esporta verso l’Italia soprattutto materie prime, come cellulosa, soia, carne e lana. L’Italia esporta verso questo Paese soprattutto macchinari per l’industria agro-alimentari ed altri prodotti, tutti apprezzati per l’ottima qualità. Questa forma di complementarietà delle rispettive economie ha contribuito all’aumento degli investitori italiani, che possono godere di tutti gli incentivi riservati agli investitori stranieri in grado di aumentare l’occupazione, le esportazioni, l’uso di tecnologie all’avanguardia, in particolare quelle ecosostenibili e incrementare ricerca e sviluppo.
La normativa di riferimento per gli investitori stranieri è presente nella Legge 16906-1998 e nel Decreto 455-07.
L’Uruguay offre manodopera ben formata, materie prime per il settore agro-alimentare, stabilità politica ed economica e uno stato di diritto consolidato all’interno di uno regime democratico. Il sistema finanziario è basato sulla libertà di movimento di capitale, valuta e preziosi. Il sistema fiscale prevede il principio della fonte: viene tassato solo l’imponibile generato nel territorio.
Principali imposte:
-IRAE, reddito prodotti da attività industriale e commerciale, aliquota del 25%;
-IP, reddito prodotto da imprese agricole e commerciali, aliquota del 1,5% e del 2,8% per compagnie finanziarie;
-IRPF, sulle persone fisiche;
-IMESI, sull’importazione di alcune categorie di beni, ad es. tabacco ed alcoolici.
Negli ultimi quindici anni il PIL ha continuato a crescere.
(Fonte: I.m.e.)

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Albania

Alessandro PasutAlbania


Per il triennio 2019-2021 si prevede una costante crescita economica, in particolare, del 4.5% per l’anno in corso, grazie soprattutto alla domanda interna, sia per gli investimenti che per i consumi privati.

La costruzione di una centrale idroelettrica e i lavori per il gasdotto “Tap” hanno contribuito alla crescita economica nei settori gas ed energia elettrica. Purtroppo il livello dell’indebitamento pubblico rimane preoccupante ed anche il livello di disoccupazione, seppur leggermente in calo. In termini generali, la situazione macroeconomica risulta stabile, affiancata da un sistema bancario e finanziario che ha dimostrato di saper affrontare l’attuale crisi economica internazionale.
L’Albania offre agli operatori italiani prospettive positive e molteplici, soprattutto nel settore energetico. Il Governo albanese si è impegnato a soddisfare il 38% del fabbisogno energetico interno sia investendo nella creazione di fonti di energia solare ed eolica che nella riqualificazione energetica degli edifici. L’offerta di materiali, tecnologie e design per questi ammodernamenti sono un’ottima opportunità per le imprese italiane.

Altro settore interessante per gli investitori italiani è quello dell’agricoltura, dove sono richiesti impianti per la lavorazione, trasformazione e conservazione dei prodotti a base di carne e verdura, impianti della catena del freddo, macchinari per il settore enologico. Anche il settore calzaturiero e tessile è carente di offerta adeguata. In grande espansione il turismo.
Da non sottovalutare l’ottima conoscenza della lingua italiana, la manodopera a costo contenuto, una tassazione favorevole.
L’Italia è il primo cliente con il 48% delle esportazioni ed è anche il primo fornitore con il 27% delle importazioni. Dopo l’Italia seguono come partner commerciali la Grecia, la Germania e la Cina.
Sul territorio sono presenti circa 1000 imprese italiane medio-piccole, alcuni grandi gruppi industriali del settore delle costruzioni, dell’alimentare ed energetico, nonché il gruppo bancario Intesa San Paolo, mentre manca nel settore delle assicurazioni e delle telecomunicazioni.
(Fonte: I.m.e.)

 

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Montenegro

Alessandro PasutMontenegro.


Secondo l’Economist, nel 2020 l’economia del Montenegro crescerà del 2,9%, mentre le previsioni per il 2021 vedono il Pil crescere del 2,7%. I settori trainanti sono il turismo e le costruzioni.
Dove investire.
Energia:
Uno dei più importanti settori dell’economia del Montenegro è quello dell’energia, settore che offre grandi possibilità di investimento anche da parte di società straniere, partecipando a gare internazionali. L’Ente statale per la produzione e vendita di energia, EPCG, ha varato un programma di investimenti del valore di 700 milioni di euro. L’obiettivo è di diversificare le fonti di energia, utilizzando fonti alternative di energia, costruire nuove centrali solare, eoliche, fotovoltaiche, costruire nuove strutture e/o riammodernare le esistenti, ricostruire le piccole centrali idroelettriche presenti su tutto il territorio, far partire il settore energetico delle biomasse. Il Paese produce energia pari al 40% del fabbisogno ed è quindi costretto ad importare il restante dai mercati internazionali.
Trasporti:
Al via la costruzione della autostrada Bar-Boljare: tunnel, ponti e viadotti in un tratto di 164 km per un valore di 2 miliardi di euro. Questa autostrada farà parte Corridoio Paneuropeo 4B, che andrebbe a collegare Bari-Bar-Belgrado-Bucarest.
Costruzioni:
Numerosi sono i progetti in essere, finanziati sia dalla UE attraverso i fondi IPA e dalla Banca Europea Ricostruzione e Sviluppo, sia da finanziamenti internazionali, per migliorare e rendere più efficienti tutte le infrastrutture presenti sul territorio del Paese.
Turismo:
Il Montenegro ospita ogni anno circa un milione e mezzo di turisti, cifra considerata in salita. Tutto il settore dei servizi al turismo, quali ristorazione, alberghiero e di intrattenimento, registra quindi risultati più che positivi. Da precisare che i turisti sono presenti tutto l’anno: in estate soprattutto lungo la costa, in inverno nell’entroterra, attratti dalla presenza di notevoli impianti sciistici, in primavera ed autunno nei parchi nazionali.

(Fonte: Ambasciata d’Italia in Montenegro)

 

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Bulgaria

Alessandro PasutBulgaria

L’Accademia delle Scienze, tramite l’Istituto per la Ricerca Economica, ha da poco presentato il risultato di un’analisi condotta in questo ultimo periodo, al fine di ipotizzare quale sarà la situazione economica nella quale il Paese si troverà alla fine della attuale pandemia causata dal coronavirus. Lo studio si è basato sui dati ufficiali dell’avanzamento del contagio, sulle misure adottate dal Governo ed è in continuo aggiornamento.

L’IRC ha voluto prevedere tre possibili situazioni post- contagio, dove ognuna presenta sia una diversa probabilità di realizzazione, che un diverso impatto sul tessuto economico.
-La prima ipotesi si basa sul raggiungimento del picco del contagio verso la metà di maggio e una probabilità di realizzazione del 20%: questo comporterebbe un calo del PIL del 2,5%, un lieve aumento dell’inflazione, un aumento del 7% della disoccupazione.
-La seconda ipotesi si basa sul raggiungimento del picco a inizio agosto e una probabilità di realizzazione del 60%: questo comporterebbe un calo del PIL del 4,4%, un’inflazione al 4,2%, un aumento del 10% della disoccupazione, un calo del turismo del 50%, una diminuzione delle esportazioni del 4,6%.
-La terza ipotesi si basa sul raggiungimento del picco del contagio a metà del mese di agosto e una probabilità di realizzazione del 20%: questo comporterebbe un calo del PIL del 5,7%, un’inflazione del 5,2%, un aumento della disoccupazione al 12%, l’annullamento della stagione turistica estiva, un’importante riduzione del commercio estero, un aumento di quasi il 6% delle spese di assistenza sanitaria e di supporto alle imprese.

 

(Fonte: Novinite, Bulgaria Oggi)

 

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Albania

Alessandro PasutAlbania


Nel 2006 l’Albania ha sottoscritto con l’Unione Europea l’ASA (l’Accordo di Associazione e Stabilizzazione) e poco dopo ha sottoscritto l’Accordo di libero scambio. Dal 2014 è candidato ad entrare nell’Unione Europea e la Commissione Europea ha avviato la procedura per l’ingresso del Paese nell’UE. Ora l’Albania gode di tutti i benefici di Paese in pre adesione e per il perido 2014-2020 sono stati stanziati a suo favore più di 11 miliardi di euro.
Diversamente dalla situazione di difficoltà economica presente a livello globale, l’Albania è riuscita a mantenere il livello di crescita della propria economia. Il WEO (World Economic Outlook)ha stimato per il 2020 una crescita economica in linea con il 2019, pari quindi ad uno 3,7%. Nel 2019 il debito pubblico è stato del 69,9% del PIL e il tasso di inflazione al 1,5%.
Il Governo sta promuovendo alcune riforme per aumentare l’apporto degli investimenti esteri, offrendo maggiore tutela e garanzie a chi intenda investire nel Paese. In particolare, gli investitori italiani, attratti da una forza lavoro giovane, qualificata e a basso costo, e da un regime fiscale vantaggioso, potranno usufruire dei finanziamenti all’internazionalizzazione Sace-Simest.

Attualmente i settori più interessanti per investire usufruendo di finanziamenti favorevoli sono il turismo (esenzione dall’applicazione dell’imposta sull’utile per 10 anni),l’industria automobilistica ( riduzione dell’imposta sull’utile al 5%), sviluppo di software (riduzione dell’imposta sull’utile al 5%), le energie rinnovabili, il minerario.
(Fonte: I.m.e.)

 

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Croazia

Alessandro PasutCroazia


Dal 2014 l’economia della Croazia è in continua espansione.
Nel 2018 il PIL è cresciuto del 2,6%, nel 2019 del 2,9%, per l’anno in corso è prevista una crescita non inferiore al 2,7%. Si tratta di valori decisamente superiori alla media europea.

Vari i fattori che hanno contribuito a questi risultati: è aumentata l’occupazione, è aumentato il reddito disponibile delle famiglie, le banche hanno concesso finanziamenti a condizioni vantaggiose, sono aumentati gli investimenti privati e il consumo in genere.
E’ cresciuto l’intero settore dei servizi, in particolare il turismo, che rappresenta il 20% del PIL, e tutto il settore edile. La disoccupazione è al 8,4%, con un mercato del lavoro in continuo miglioramento. L’inflazione è all’1,5%. La crescita del PIL ha favorito la decrescita del debito pubblico.
Anche le esportazioni sono in continua crescita, ma hanno registrato una lieve decrescita rispetto agli anni precedenti: in particolare sono diminuite le vendite verso i Paesi extra UE, mentre il rapporto commerciale con i Paesi UE è sempre molto positivo. I principali partner commerciali della Croazia sono: Italia, Germania, Slovenia, Cina, Russia e Bosnia-Erzegovina.
Sono aumentati anche gli investimenti pubblici, che hanno potuto usufruire dei fondi resi disponibili dall’UE: in questi ultimi anni la Croazia ha ristrutturato la rete autostradale, il sistema ferroviario e i principali porti. Il settore navale-cantieristico croato è tra i più importanti in Europa e nel mondo.

 
(Fonte: I.m.e.)

 

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Albania

Alessandro PasutAlbania
Misure a favore dell’economia.
Così come per anni ha fatto il Portogallo, l’Albania ha avviato un progetto del Ministero delle Finanze, promosso già da qualche tempo dal Governo, per l’abolizione di tutte le tasse sulle pensioni percepite da stranieri che scelgono di stabilirsi nel suo territorio. Questa norma varrà per i pensionati provenienti da Paesi dell’Unione Europea, sia per i pensionati provenienti da Paesi extra UE, che per gli albanesi che godono di una pensione da un Paese straniero, ma vogliono rientrare a vivere in Albania.
L’obiettivo è chiaro: aumento di cittadini che portano denaro e che, soprattutto, lo spendono, aumentando quindi i consumi interni.
L’Albania è consapevole di essere un Paese appetibile, soprattutto per gli italiani: qui il costo della vita è la metà di quello italiano; è vicina all’Italia, facilmente raggiungibile, a differenza di altri Paesi fino ad oggi meta di rifugio per i pensionati italiani; tutti parlano l’italiano; il Paese è molto bello, in larga parte ancora non toccato dal turismo di massa, con spiagge stupende e mare cristallino; il valore degli immobili è decisamente concorrenziale.
Negli ultimi anni è aumentato l’interesse verso l’Albania da parte dei Paesi del nord Europa: in molti hanno acquistato casa sulla costa, sia per l’opportunità del basso costo, sia per il clima mediterraneo.

 

(Fonte: AlbaniaNews.it)

 

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Montenegro

Alessandro PasutMontenegro, Italia

Dopo aver visto il suo ingresso nella Nato, il Montenegro si sta adoperando per entrare a far parte dell’Unione Europea: ad oggi sono stati chiusi tre capitoli di negoziati, 32 sono aperti e rimane da affrontare il capitolo riguardante la concorrenza. L’ingresso nell’Unione Europea implica un impegno costante, sentito molto seriamente dal Paese.
Di fondamentale importanza sono i risultati relativi ad una buona crescita economica, anche supportata da notevoli investimenti esteri, che hanno contribuito ad un risultato del 3,7% nel 2018 e del 2,5% di crescita solo nel primo trimestre del 2019. Settore trainante dell’economia del Montenegro è il turismo, il cui fatturato supera l’8,5%. Il PIL del 2019 è attorno al 2,8%, le previsioni per l’anno in corso si attestano al 2,3%, per il prossimo anno al 2,4%.
La necessità di dare stabilità monetaria e di rendere più semplici gli investimenti esteri ha spinto il Montenegro a scegliere l’euro come propria moneta.
Molte sono le imprese italiane presenti sul territorio, in vari settori, in particolare nelle infrastrutture e nell’energia. In progresso è il progetto di collegamento tra Italia e Montenegro attraverso un cavo sottomarino, che verrà costruito da una impresa italiana. Altro progetto importante è la costruzione di una autostrada che collegherà Bar al confine con la Serbia: questo progetto è stato affidato ad una società cinese, ma i molteplici lavori ad esso collegati, daranno possibilità di inserimento a molte altre aziende.
In notevole espansione il settore del turismo, che prevede il riammodernamento di porti già presenti, la costruzione di nuovi nel sud del Paese, mentre nella parte settentrionale sono previsti nuovi centri sciistici e alberghi. Anche qui molte sono le possibilità di inserimento da parte delle aziende italiane, sia come opere di ingegneria, che come arredamento e design.

 

(Fonte: Quotidiano.net)

 

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