Brasile: nuovi acquisti italiani

Alessandro PasutUn gruppo italiano ha acquistato la società Balkis Industria e Comercio de Laticinios che ha sede a San Paolo. Il prezzo è stato fissato in circa 70 milioni di reais (24 milioni di euro circa) e potrà essere aggiustato sulla base delle verifiche contabili alla data di chiusura. A seguito di questa operazione, il gruppo acquista un portafoglio di attività nel settore dei formaggi tipici di alta gamma nell’area di San Paolo, inclusi i due impianti di produzione di Santo Antônio do Aracanguá e Juruaia. Nel 2013 il fatturato netto di Balkis è stato pari a circa 45 milioni di reais (circa 16 milioni di euro).

 

 

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Croazia: commercio estero

Alessandro PasutDai dati preliminari dell’istituto di statistica croato relativi ai primi cinque mesi del 2015 risulta che l’interscambio commerciale croato è stato pari a 10,14 miliardi di euro, ovvero del 4,1% inferiore rispetto all’interscambio realizzato nello stesso periodo dell’anno precedente. In diminuzione sia le esportazioni (-5%) che le importazioni (-3,6%). L’Italia si riconferma primo partner commerciale: il valore dell’interscambio ha raggiunto 1,47 miliardi di euro ed è stato del 18,8% inferiore rispetto a quello realizzato nello stesso periodo del 2014. Il calo è dovuto sia all’export croato verso l’Italia (- 13,3%) che alle forniture italiane (- 21,5%) che a fine maggio sono state pari a 958 milioni di euro (14,6% dell’import totale del Paese). Agli scambi con l’Italia nei primi cinque mesi viene ricondotto il 14,4% dell’interscambio commerciale totale croato; seguono – in ordine di grandezza – la Germania (12,6%), la Russia (7,2%), la Slovenia (7%), la Bosnia ed Erzegovina (6,5%), l’Austria (5,4%) e la Cina (5,2%).

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Montenegro: interscambio

Alessandro PasutSecondo i dati resi noti dall’Ente nazionale per la statistica (Monstat), l’interscambio commerciale del Montenegro nel periodo gennaio-luglio è stato pari a 1.246 milioni di euro registrando una contrazione del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il livello delle esportazioni è stato pari a 227,3 milioni di euro (+6,3%) mentre quello delle importazioni ha raggiunto 1.0196 milioni di euro (-4,3%). Nella struttura delle esportazioni i prodotti più rappresentati sono i combustibili minerali e i lubrificanti industriali (77,3 milioni di euro), inclusa l’energia elettrica (71,4 milioni di euro) mentre nella struttura delle importazioni i prodotti più rappresentati sono le attrezzature e veicoli di trasporto del valore pari a 209,1 milioni di euro. I principali partner commerciali nell’acquisto di beni montenegrini sono la Serbia (87,3 milioni di euro), Croazia (31,1 milioni di euro) e Slovenia (24,9 milioni di euro). Nelle importazioni, invece, sono la Serbia (286,4 milioni di euro), Cina (90 milioni di euro) e Grecia (82,7 milioni di euro).

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Slovenia: interscambio con l’Italia

Alessandro PasutSecondo i dati dell’Ufficio di Statistica sloveno, le importazioni dall’Italia nei primi quattro mesi del 2014 hanno raggiunto il valore di 1,12 miliardi di euro, subendo una contrazione del 18,5% rispetto allo stesso periodo del 2013. Fatta eccezione per la crescita registrata dalle esportazioni italiane di prodotti farmaceutici (+27,5%), tabacco (+17,4%), prodotti alimentari (+11,7%) e prodotti chimici (+4,3%), nel primo quadrimestre del 2014 è diminuito l’export italiano verso la Slovenia in tutti i settori manifatturieri ed in particolare nel settore arredo (-51,4%), prodotti derivanti dal petrolio (-46,0%), bevande (-34,8%) ed industria tessile (-26,7%). Nel periodo gennaio–aprile del 2013 invece l’export italiano verso la Slovenia era aumentato dell’11,9% rispetto allo stesso periodo del 2012. Nell’intero anno 2013, inoltre, con un incremento complessivo delle esportazioni del 2,7% l’Italia si era attestata come primo fornitore sloveno. Nel primo quadrimestre del 2014, l’Italia è tornata al secondo posto, dopo la Germania, che vede accrescere le proprie esportazioni verso la Slovenia dell’8,5%.

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Bulgaria: investimenti

Alessandro PasutInvestimenti: la Banca centrale bulgara ha reso noto i dati provvisori sugli investimenti diretti esteri in Bulgaria per il periodo gennaio – giugno 2014. I flussi di investimento in provenienza dall’estero sono stati di 711,1 milioni di euro, contro 1.134,3 milioni nello stesso periodo del 2013. Per il solo mese di giugno gli investimenti diretti esteri sono stati pari a 180,6 milioni di euro, in flessione rispetto ai 201,1 milioni del 2013. Le principali provenienze sono state i Paesi Bassi (336,3 milioni di euro), la Repubblica Ceca (61,9 milioni) e l’Austria (61,5 milioni). Quanto ai settori, gli investimenti diretti esteri verso la Bulgaria hanno riguardato principalmente le voci trasporti, logistica e comunicazioni (166,5 milioni di euro), intermediazione finanziaria (137,9 milioni di euro) e commercio all’ingrosso e al dettaglio (61,6 milioni di euro).

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Repubblica Ceca: nuove norme sull’IVA

Alessandro PasutLa Direzione Generale delle Entrate ceca ha rimandato per la seconda volta la norma sulla garanzia dell’IVA per pagamenti effettuati su conti non registrati. Entra invece in vigore la norma sui conti registrati tenuti presso la Lista dei pagatori dell’IVA. Di conseguenza le imprese dovranno versare i pagamenti alle altre società soggette al pagamento dell’IVA esclusivamente sui conti registrati nella Lista. Se il pagamento viene effettuato su un conto non registrato, il pagatore si rende automaticamente garante del versamento dell’IVA. Nel caso in cui un partner commerciale non fornisca un conto registrato su cui effettuare i pagamenti, le aziende possono tutelarsi versando l’ammontaredirettamente sul conto dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate. La norma fa parte di una più ampia normativa sui cosiddetti Pagatori inaffidabili dell’IVA. E’ attivo l’Elenco dei pagatori inaffidabili, consultabile presso il sito dell’Autorità centrale delle Imposte ceca CSFD. Nel caso di transazioni commerciali con soggetti dichiarati pagatori inaffidabili, l’acquirente diventa garante del versamento IVA.

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Slovenia: pedaggi

Alessandro PasutPedaggi: la Società autostrade slovena (DARS) ha approvato la decisione di aumentare il prezzo delle tariffe autostradali. I bollini autostradali annuali per gli autoveicoli di massa complessiva non superiore ai 3.500 chilogrammi aumenteranno da 95 a 110 euro, mentre il prezzo delle vignette settimanali e mensili rimarrà uguale (15 e 30 euro, rispettivamente).

A partire dell’anno prossimo saranno introdotte nuove vignette per i furgoni e cioè quella settimanale per 40 euro, mensile per 80 euro ed annuale per 220 euro. Aumenterà anche il pedaggio per il transito di veicoli merci a 0,43 euro al chilometro, raggiungendo così il prezzo più alto in tutta l’Europa.

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Brasile: presenza italiana

Alessandro PasutPresenza italiana: l’opuscolo “Il contributo dell’Italia allo sviluppo economico del Brasile”, curato dall’ambasciata d’Italia a Brasilia in collaborazione con l’addetto finanziario di Banca d’Italia, fa il punto della situazione sulla presenza economico-commerciale dell’Italia in Brasile. L’opuscolo riassume i principali fondamentali economici italiani in Brasile, con dati aggiornati a maggio 2015. L’anno scorso l’interscambio commerciale tra le due nazioni è ammontato a circa undici miliardi di dollari, con un saldo a favore dell’Italia di oltre un miliardo e 600 milioni (oltre il 107 per cento in più). L’Italia si conferma all’ottava posizione tra i paesi esportatori in Brasile, secondo tra gli europei, dopo la Germania e davanti alla Francia, con una quota di mercato del 2,78 per cento, in leggero aumento rispetto al 2,75 per cento dell’anno precedente. Nello stesso periodo è stata rilevante anche la crescita dei casi di cooperazione industriale e degli investimenti italiani in loco, che hanno registrato un incremento del 116%, arrivando a 457 milioni di dollari. L’opuscolo riporta anche le regioni di insediamento e i settori di incidenza dell’impegno italiano: lo Stato di San Paolo, seguito da Rio de Janeiro e Minas Gerais, si conferma essere la regione di principale destinazione, sebbene ci siano segnali di interesse per la regione del nord est, che ha presentato negli ultimi anni trend di sviluppo superiori alla media nazionale. Per quanto riguarda i settori di insediamento industriale, i macchinari e la componentistica industriale, il settore automobilistico e l’energia rappresentano i principali ambiti di investimento.

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Romania: abbigliamento

Alessandro PasutAbbigliamento: un gruppo italiano ha avviato la propria attività in Romania attraverso la produzione di intimo per poi passare al commercio. Nel 2011 ha aperto il primo negozio a Bucarest, in Piazza Romana. Attualmente ha in Romania una rete di 5 punti vendita (tre a Bucarest, uno a Constanta e uno a Timisoara) aperti in franchise. Il gruppo italiano detiene il 99,8 % delle azioni dell’azienda Aries Textile di Arad, una fabbrica di abbigliamento intimo con oltre 500 addetti e un fatturato di 41 milioni di euro. Sempre del gruppo fa parte anche un marchio recentemente entrato sul mercato romeno con un negozio a Baneasa Shopping City. I due marchi di intimo si rivolgono alle persone con reddito medio alto.

 

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Fatturato italiano in aumento in Romania

Alessandro PasutMobili: un importante produttore italiano di mobili da bagno, presente in Romania nella città di Sebes, provincia di Alba, ha registrato nel primo semestre dell’anno corrente un fatturato di oltre 7 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La società ha come principali clienti le reti bricolage Dedeman, Baumax, OBI Hornbach, Praktiker, Leroy Merlin o Romstal. Attraverso fondi propri e finanziamenti BRD e Unicredit, la società sta attualmente sviluppando un investimento di circa 3 milioni di euro destinato all’estensione della superficie di produzione della fabbrica di Sebes nonché all’acquisto di nuove attrezzature.

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