News Economia Repubblica Ceca e Slovacchia

REPUBBLICA CECA

IVA. I ministri cechi dell’economia hanno deciso che l’aliquota IVA – ridotta del 10% – dovrebbe essere portata al 20% per una vasta serie di prodotti, probabilmente già nell’ultimo trimestre dell’anno. Dall’aumento dell’aliquota verranno risparmiati gli alimenti di base e gli alimenti per i bambini, per i diabetici e per i celiaci.

SLOVACCHIA

Parchi industriali. Nel paese di Hrádok, situato nel distretto di Nové Mesto nad Vahom, verrà costituito un parco industriale con un investimento pari a 39,5 milioni di euro. Dovrebbero essere costruiti sette capannoni per la produzione e l’assemblaggio nonché spazi destinati a magazzini e ad uffici. L’attività nel parco sarà concentrata sui settori dell’ingegneria leggera, sulla produzione elettrotecnica e sulla logistica.

Settore energetico. La società energetica tedesca E.ON ha inaugurato alla fine del 2010 una centrale a ciclo combinato gas e vapore nel comune di Malženice. L’investimento della E.ON ammonta a 400 milioni di euro.

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News economia Albania: novità sull’IVA e nuovo parco industriale

IVA. Dal 31 gennaio 2011 ai farmaci commercializzati in Albania viene applicata l’imposta sul valore aggiunto nella misura del 10%. Con particolare riguardo ai medicinali importati e prodotti prima dell’entrata in vigore della nuova legge, la Direzione Generale delle Imposte ha dichiarato che l’IVA non sarà applicata. Per questo, durante il primo trimestre dell’anno in corso, gli importatori ed i produttori sono tenuti a dichiarare con cadenza mensile la quantità di stock dei farmaci in magazzino.

Parco industriale. Il Ministero albanese dell’Economia, del Commercio e dell’Energia ha fatto proclamare parco industriale un’area di più di 16 ettari di terreni del Comune di Rashbull, presso il villaggio Manskuri di Durazzo. Con questa decisione del Consiglio dei Ministri si prevede lo svolgimento di attività produttive industriali, commerciali, di import-export e di altre attività ausiliarie. Sulla base della legislazione attualmente in vigore, la nuova zona proclamata “parco industriale” sarà oggetto di una concessione governativa di 35 anni.

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Investire in Croazia

Retribuzioni. Secondo i dati diffusi dall’Ente Statistico Croato, in ottobre lo stipendio medio netto è stato pari a 5.531 kune (circa 768,19 euro), il che rappresenta un aumento dell’1,1% in termini nominali e dell’1,4% in termini reali rispetto allo scorso settembre. Nell’ottobre 2010 è stato registrato anche un aumento dello stipendio medio lordo, che è stato pari a 7650 kune (ca. 1062,5 euro), ossia 104 kune (ca. 14,44 euro) in più rispetto allo scorso settembre. A livello annuo lo stipendio medio lordo ha registrato un lieve aumento dello 0,1%.

Infrastrutture. La società Autostrade Croate (l’HAC-Hrvatske Autoceste) ha sottoscritto con la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) un nuovo accordo di finanziamento per la continuazione dei lavori di costruzione dei lavori della rete autostradale croata. Il termine per i lavori della A1, tra gli svincoli di Ravca e Ploce, inizialmente preannunciato per il 2010, è ora previsto per la fine del 2012. La priorità sono i nuovi passaggi doganali con la Bosnia Erzegovina riguardanti il tratto di A10 previsto tra Ploce e Ljubuski. Per il collegamento della A1 con Ragusa, ancora non è stato deciso, se si sceglierà il passaggio sulla terraferma attraverso la bosniaca Neum o se si sfrutterà il progetto tutto croato del ponte sulla penisola di Pelagosa. La rete autostradale croata non è ancora completata e già si prospetta l’introduzione delle vignette autostradali sia nazionali che regionali, che sostituirebbero l’attuale sistema dei pedaggi. I bollini sarebbero suddivisi in tre categorie: bollino da 10 giorni, da 60 giorni e da 1 anno. I bollini di carattere regionale suddividono il territorio croato in cinque maxiregioni dei trasporti: Istroquarnerino, Croazia Centrale, Lika, Slavonia e Dalmazia.

Promozione investimenti. Per attirare nuovi investimenti dall’inizio del 2011 inizierà la realizzazione del progetto “L’occasione croata” che si articolerà nelle seguenti iniziative: “Investite in Croazia”, “La Croazia per voi” e “Provate la Croazia’. Questo nuovo progetto si sta creando nel Ministero dell’Economia, del Lavoro e dell’Imprenditoria, in coordinazione con la Camera di Commercio Croata, con il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero del Turismo, il Ministero della Cultura e con gli esportatori croati. ‘’Investite in Croazia’ riguarda la presentazione della possibilità per gli investimenti stranieri in Croazia, ‘’La Croazia per voi’’ rappresenta la presentazione delle possibilità di esportazione e l’ultima attività con il nome ‘’Provate la Croazia’ si riferisce alla presentazione della offerta turistica e quella culturale.

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Lituania e Sicurezza sociale

Benefici in natura. In un commento relativo all’art.9 della Legge sulle imposte sul reddito, le autorità fiscali precisano che nel 2009 il beneficio in natura dovrebbe in linea di massima essere riconosciuto nello stesso modo praticato alla fine dell’anno precedente.

Le nuove regole applicabili alla valutazione dei benefici in natura nel caso dell’uso dell’automobile aziendale a fini privati nonché della concessione di prestiti esenti da interessi da parte del datore di lavoro saranno adottate a partire dal gennaio 2010. Per il periodo 2009 il beneficio di cui sopra ricevuto da dipendente non viene trattato come beneficio in natura.

Sicurezza sociale. E’ stato approvato un nuovo modulo per la notifica all’ente di assicurazione sociale delle persone assicurate durante il periodo contabile nonché le regole del riempimento dello stesso, applicabili dal 1° febbraio 2010. Secondo le nuove regole, al partire dal febbraio 2010, la notifica, precedentemente inviata trimestralmente, dovrà essere presentata su base mensile entro il 15° giorno del mese successivo.

Registrazione ai fini dell’IVA. Le regole sull’iscrizione nel/cancellazione dal registro dei contribuenti IVA sono state modificate. Secondo le nuove regole, le società lituane, obbligate a registrarsi ai fini dell’IVA, devono presentare le loro domande nel momento in cui emerge l’obbligo della registrazione, del calcolo e del pagamento dell’IVA. Le società lituane, che si registrano su base volontaria, dovrebbero presentare le loro domande sette giorni lavorativi prima del momento in cui emerge l’obbligo.

Società straniere che si registrano su base volontaria dovrebbero presentare le loro domande sette giorni lavorative prima della fornitura di beni o servizi in Lituania o prima dell’acquisto di beni da paesi stranieri. Per la registrazione volontaria la domanda dovrebbe essere presentata sette giorni lavorativi prima della data in cui la società intende registrarsi.

Rimborso IVA. Sono state introdotte nuove regole per il rimborso IVA a favore dei contribuenti stranieri. A seguito dei cambiamenti, l’importo indicato nella domanda di rimborso IVA non deve essere inferiore a 1.380 litas, se il periodo di riferimento della domanda è inferiore ad un anno civile, ma non inferiore a tre mesi, oppure a 170 litas se il periodo a cui si riferisce la domanda è uguale ad un anno civile oppure ad un periodo alla fine dell’anno inferiore a tre mesi.

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Repubblica Ceca: Dichiarazioni da parte di contribuenti non residenti

Il Ministero delle Finanze ha recentemente pubblicato un annuncio sul suo sito web in relazione all’applicazione delle disposizioni contenute in una modifica alla Legge sulle imposte che consente ai contribuenti non residenti di presentare una dichiarazione dei redditi nella Repubblica Ceca relativa agli oneri sostenuti nell’ambito di determinati redditi.

I punti principali dell’annuncio del Ministero delle Finanze sono i seguenti: le dichiarazioni del reddito possono essere nuovamente presentate per i periodi imponibili a partire dal 2009. Il nuovo trattamento è riservato a persone fisiche e giuridiche selezionate, e precisamente a contribuenti considerati non residenti ai fini fiscali. Queste persone fisiche/giuridiche devono essere residenti ai fini fiscali in un altro paese membro dell’UE o in un paese membro dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Norvegia, Liechtenstein).

Le disposizioni si applicano a reddito proveniente dalla fornitura di servizi, a reddito proveniente da un’attività o da una professione (diverso da attività dipendente) ed a reddito proveniente da attività individuali esercitate nella Repubblica Ceca indipendentemente dal fatto se viene guadagnato uno dei tipi di reddito menzionati o una combinazione di essi.

I contribuenti possono dedurre o l’importo effettivo delle spese oppure una percentuale del reddito in questione a meno che questo tipo di trattamento non sia escluso dalla modifica. La regola generalmente applicabile prevede la presentazione di documentazione a sostegno delle spese sostenute per generare o mantenere il reddito. Secondo la modifica, piuttosto che tenere scritture contabili il contribuente può decidere di rivendicare una percentuale degli oneri.

Le dichiarazioni del reddito devono essere presentate entro tre mesi dalla fine del periodo imponibile oppure entro sei mesi, se la dichiarazione dei redditi è presentata da un commercialista. In questo caso la procura rilasciata a favore del commercialista deve essere trasmessa all’ufficio imposte competente entro il termine originale dei tre mesi.

Le dichiarazioni del reddito devono essere presentate all’ufficio imposte competente usando il modulo rilasciato dal Ministero delle Finanze. Il sito del Ministero delle Finanze ceco fornisce un modulo in lingua inglese, ma soltanto la versione ceca del modulo riempito sarà valida. La dichiarazione dei redditi può essere presentata anche in via telematica. Se il contribuente non presenta la sua dichiarazione entro i termini previsti, l’imposta ritenuta o pagata viene trattata come accertata e versata.

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Repubblica Ceca: Nuove istituzioni tributarie

Il Parlamento ceco ha approvato una modifica alla Legge sulle istituzioni tributarie che ha introdotto due nuove istituzioni dell’amministrazione fiscale: la Sezione Generale Finanziaria e l’Ufficio Finanziario Specializzato.

La Sezione generale finanziaria (GFŘ) sarà costituita il 1° gennaio 2011 a Praga. Sarà distaccata dall’attuale Sezione Centrale Finanziaria e Fiscale che fa capo al Ministero delle Finanze. Il capo della GFŘ sarà il dirigente capo nominato dal Ministero delle Finanze. La GFŘ sarà una nuova istituzione indipendente dal Ministero delle Finanze e dalla Sezione Finanziaria e si assumerà alcuni dei compiti svolti finora dal Ministero delle Finanze.

La GFŘ avrà il compito di preparare nuova legislazione (compresa la pubblicazione di moduli fiscali), la gestione delle sezioni finanziarie e la revisione di decisioni emanate dalle sezioni finanziarie in relazione a procedure amministrative. La costituzione della GFŘ non comporterà interferenze con le attuali competenze del Ministero delle Finanze di cui alla Legge sull’amministrazione fiscale o alle procedure di amministrazione fiscale.

L’Ufficio Finanziario Specializzato (SFÚ) è l’istituzione nuova che sarà controllata dalla Sezione Finanziaria per Praga. Sarà in vigore a partire dal 1° gennaio 2012. Alcune persone giuridiche selezionate (comprese le filiali di banche straniere), compagnie di assicurazione e di ri-assicurazione e persone giuridiche costituite ai fini dell’esercizio di attività commerciale con un fatturato netto superiore a 2 miliardi di corone ceche rientreranno nella competenza del SFÚ a partire dal secondo periodo imponibile successivo al periodo imponibile in cui il rispettivo fatturato era stato realizzato.

Se il fatturato scende sotto la soglia di 2 miliardi di corone, il SFÚ continuerà ad essere competente per la persona giuridica nei successivi tre anni. La GFŘ potrà decidere se i contribuenti, che richiedono una conoscenza specializzata da parte delle autorità (ad esempio nel settore dei prezzi di trasferimento) rientrano nella responsabilità del SFÚ. La GFŘ può anche decidere che una certa persona fisica non fa parte delle persone fisiche selezionate.

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Bulgaria: Prima deferimento alla Corte di Giustizia Europea in materia di IVA

Secondo la legge bulgara sull’IVA, in vigore dal 1° gennaio 2007, risultati mensili negativi in materia di IVA dovevano essere riportati per i successivi tre mesi. Il rispettivo rimborso poteva essere chiesto con la dichiarazione IVA del terzo mese. Dopo lo Stato doveva rimborsare l’IVA entro 45 giorni se non veniva disposta una revisione fiscale. In questo caso l’IVA doveva venire rimborsata dopo la revisione e in funzione dell’esito della stessa. Lo Stato doveva interessi per il periodo dalla scadenza dei 45 giorni fino al rimborso effettivo (cioè per il rimborso ritardato a seguito della revisione).

 

Questa legge è stata modificata nel dicembre 2007 al fine di consentire il rimborso dell’IVA immediatamente alla scadenza del termine dei 45 giorni e nonostante l’avvio di una revisione, se il contribuente poteva mettere a disposizione un’adeguata garanzia collaterale. La legge sull’IVA è stata modificata nuovamente in gennaio 2010 per stabilire che lo Stato era tenuto a pagare interessi per i periodi di ritardo del rimborso dovuti ad una revisione. Per questo motivo il problema degli interessi si poneva soltanto per il 2008 ed il 2009.

 

Un ente energetico bulgaro aveva un credito di IVA che risaliva al periodo prima del cambio intervenuto nel dicembre 2007. L’IVA veniva rimborsata, ma senza interessi per il ritardo. Di conseguenza l’ente fa fatto ricorso contro la posizione dell’autorità fiscale richiedendo il pagamento di interessi da parte dello Stato.

 

Successivamente la Corte Amministrativa di Sofia ha deciso di sospendere la procedura relativa alla vertenza tra la società e l’Ufficio imposte per i grandi contribuenti in merito all’obbligo dello Stato di pagare interessi per il 2008 presentando quattro domande alla Corte Europea per stabilire se le rispettive procedure erano conformi alle direttive IVA dell’UE.

 

Gli esperti hanno tuttavia criticato la Corte Amministrativa di Sofia perché non ha posto quesiti più chiari in merito all’obbligo dello stato di pagare interessi a contribuenti a seguito di rimborsi ritardati dovuti a revisioni perché la prima questione si riferisce soltanto al cambiamento legale del periodo di rimborso e non contempla l’obbligo di pagare interessi.

 

La seconda questione riguarda soltanto il termine del rimborso senza considerare gli obblighi dello Stato di pagare interessi. La terza domanda lascia completamente da parte la questione degli interessi e la quarta domanda cerca di stabilire se nel caso in cui precedenti obblighi del contribuente sono pagati attraverso la riduzione dell’IVA da rimborsare il contribuente deve pagare interessi allo stato dopo la data della dichiarazione IVA nella quale è stato richiesto il rimborso e fino alla data del documento con il quale le autorità riconoscono di avere un debito nei confronti del contribuente.

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Romania: Modifiche al Codice tributario

Alla fine di giugno un decreto d’emergenza del Governo a modifica ed integrazione del Codice tributario è stato pubblicato. Le regole di questo decreto sono entrate in vigore il 1° luglio 2010. Alcuni dei cambiamenti principali riguardano i seguenti punti.

Imposta sul reddito delle persone giuridiche. Le nuove regole hanno aggiunto le spese per servizi connessi all’efficienza, all’ottimizzazione e alla ristrutturazione operativa e/o finanziaria delle attività del contribuente alla lista delle spese deducibili. Le perdite del valore di titoli a seguito di una rivalutazione in conformità alla legislazione contabile sono invece state aggiunte alla lista delle spese non deducibili.

Imposizione del reddito da attività professionale. Ciascun reddito percepito per attività professionali, diverso dal salario, è considerato reddito imponibile ed è quindi soggetto anche ai contributi sociali. L’importo di riferimento per il calcolo di questi contributi è limitato a cinque salari lordi medi romeni. Il pagatore del reddito ha l’obbligo di ritenere alla fonte e di pagare questi contributi.

Imposte estere. Accrediti di imposta possono essere concessi in Romania per imposte pagate ad uno stato straniero soltanto se il medesimo ha concluso con la Romania un accordo contro la doppia imposizione e se si fornisce la documentazione comprovante l’avvenuto pagamento delle tasse nello stato straniero. Una perdita subita da una stabile organizzazione di una società romena in un paese membro dell’UE/EFTA o in un paese che non ha concluso un accordo contro la doppia imposizione con la Romania può essere dedotta ai fini fiscali soltanto dalle entrate percepite dalla stabile organizzazione all’estero.

Ritenuta alla fonte di reddito di non residenti. Le nuove regole precisano gli obblighi di dichiarazione dei non residenti che percepiscono reddito dal trasferimento di titoli diversi da azioni in società. Questi obblighi devono essere rispettati dal beneficiario del reddito o dal suo rappresentante legale/fiscale, anche se il trasferimento è effettuato attraverso un intermediario. Esiste un’eccezione per situazioni esplicitamente previste nel Codice tributario quando l’intermediario deve calcolare, ritenere e pagare l’imposta sui redditi di capitale.

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Croazia: Modifiche alla legge sulle imposte sul reddito delle persone fisiche

Il Parlamento croato ha approvato modifiche alla Legge sulle imposte sul reddito delle persone giuridiche che sono entrate in vigore il 1° luglio 2010. I più importanti cambiamenti sono riassunti qui di seguito.

Utilizzo di perdite fiscali. Nel caso di cambiamenti legali (acquisizioni, fusioni, scissioni ecc.) il successore legale non ha il diritto di usare le perdite fiscali portate a nuovo dal predecessore se il medesimo non ha svolto alcuna attività commerciale durante due periodi imponibili prima della modifica legale oppure se l’attività commerciale del predecessore cambia essenzialmente nel corso di due periodi imponibili successivi alla modifica legale. Questa regola si applica anche quando avviene un cambiamento in più del 50% della struttura proprietaria di una società.

Prezzi di trasferimento. Le regole sui prezzi di trasferimento si applicano anche a transazioni tra due società associate croate se una delle due gode di uno stato fiscale preferenziale, per esempio se ha il diritto di applicare un’aliquota preferenziale dell’imposta sul reddito, è esente dall’imposta sul reddito oppure se può utilizzare perdite fiscali.

Ritenuta alla fonte per pagamenti off-shore. Una ritenuta alla fonte pari al 20% deve essere applicata ai pagamenti per servizi resi a società fuori dall’UE se la società ha la sede legale o la sede amministrativa effettiva in un paese con aliquote dell’imposta sul reddito inferiori al 12,5% e se il paese è incluso nella lista che verrà pubblicata dal Ministero delle Finanze.

Spese a seguito di verifiche fiscali. Le spese concernenti l’IVA, l’imposta sul reddito, l’imposta comunale supplementare ed i contributi sociali, accertate nell’ambito di una verifica da parte dell’amministrazione fiscale in relazione a distribuzioni nascoste degli utili, non sono deducibili ai fini dell’imposta sul reddito.

Pagamenti intermedi di dividendi. Pagamenti intermedi di dividendi superiori al profitto annuale di una società sono soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche se non sono restituiti dall’azionista al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi della società.

Dichiarazione dei redditi. Tutti i contribuenti grandi e medi secondo le definizioni contabili devono presentare la loro dichiarazione dei redditi in via telematica.

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News sulle spese di rappresentanza in Belgio

Secondo la legge belga sull’IVA, l’IVA gravante sulle spese di rappresentanza non è deducibile mentre l’IVA sostenuta in relazione alle spese professionali è deducibile. Nel 2005 la Corte Suprema Belga aveva già sentenziato che l’IVA pagata per spese sostenute nell’ambito dell’organizzazione di un evento a scopo professionale erano deducibili.

L’amministrazione fiscale belga ha riconosciuto la decisione della Corte Suprema ma ha aggiunto al tempo stesso che l’IVA pagata per cibi e per bevande nell’ambito di un evento organizzato per scopi professionali non era deducibile. Questo punto di vista ha causato nuovi dibattiti. Mentre le corti belghe hanno ripetutamente confermato che le spese per cibi e per bevande potevano essere trattate come spese professionali deducibili, l’amministrazione fiscale belga continuava a sostenere il contrario.

Recentemente la Corte Suprema ha risolto questo lungo dibattito per sempre. Il fatto che l’Iva gravante su cibi e bevande non è deducibile non è applicabile secondo la Corte Suprema se riguarda spese di catering che sono considerate spese professionali. A seguito di questa sentenza l’amministrazione fiscale dovrà cambiare la sua posizione.

Pagamenti destinati a paradisi fiscali. A partire dall’anno imponibile 2010, le società devono segnalare su un modulo a parte, che deve essere aggiunto alla dichiarazione dei redditi di residenti e non residenti, pagamenti diretti o indiretti effettuati dal 1° gennaio 2010 a persone stabilite in paradisi fiscali. Questo obbligo di segnalazione si ha soltanto se il totale dei pagamenti effettuati durante il periodo imponibile ammonta ad almeno 100.000 euro.

Per “paradisi fiscali” si intendono gli Stati che durante l’intero periodo imponibile, nel quale il pagamento è effettuato, si trovano sulla lista “grigia” o “nera” dell’OCSE dei paesi che non applicano gli standard di scambio di informazioni “in modo efficiente e sostanziale” e che si trovano sulla lista dei paesi che non applicano tasse o tasse molto basse (aliquota nominale dell’imposta sul reddito inferiore al 10%).

La lista è stata definita da un decreto reale e comprende Abu Dhabi, Ajman, Andorra, Anguilla, Bahamas, Bahrain, Bermuda, British Virgin Islands, Cayman Islands, Dubai, Fujairah, Guernsey, Isle of Man, Jersey, Jethou, Maldive, Federazione della Micronesia, Moldova, Monaco, Montenegro, Nauru, Palau, Ras al Khaimah, Saint-Bartholomew, Sark, Sharjah, Turks and Caicos Islands, Umm al Qaiwain, Vanuatu and Wallis and Futuna.

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